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STEVE JOBS/ E' morto il fondatore della Apple (video)

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La mela morsicata oggi si tinge di nero, di lutto: è scomparso questa notte Steve Jobs, 56 anni, fondatore della Apple, "la casa di Cupertino". Malato di cancro da anni, aveva rassegnato le dimissioni da ruolo di presidente della azienda da lui fondata a metà degli anni 70 da un paio di mesi. Proprio due giorni fa, a Cupertino, si era tenuta l'annuale convention della Apple, dove ogni anno immancabilmente Steve Jobs presentava i suoi nuovi prodotti. Lui, come si sapeva, non era comparso: al suo posto il nuovo Ceo dell'azienda, Tim Cook. E tutti quelli che si aspettavano la presentazione dell'atteso nuovo iPhone 5 sono rimasti delusi, niente novità. Sarà difficile pensare alla Apple adesso senza il geniale visionario - come è stato descritto - inventore di dozzine di apparecchi tecnologici che nel bene e nel male hanno cambiato la vita di milioni di persone, dal personal computer all'iPod all'iPhone fino all'iPad. La Apple ha dato notizia del trapasso con un comunicato ufficiale di poche righe: "Steve Jobs è morto". Il tumore al pancreas lo aveva colpito già nel 2004, poi, seppur evidentemente debilitato, ridotto a forma quasi scheletrica, sembrava avercela fatta, quando la terribile malattia è tornata a farsi sentire e questa volta non c'è stato più nulla da fare. La sua ultima apparizione in pubblico è dello scorso 7 giugno, al consiglio comunale della città di Cupertino in California dove ha sede la sua azienda. Jobs era figlio adottivo di una coppia, Paul e Clara Jobs a cui lo aveva abbandonato il padre naturale, un siriano-americano, Abdulfattah Jandali, con cui di fatto non c'era mai stata una riconciliazione. Era stata proprio Steve Jobs a rifiutare sempre di reincontrarlo, una ferita che evidentemente non si era mai chiusa. La Apple era nata nel 1976 grazie all'unione di Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne: ci metterà del tempo a diventare quella che è oggi, la prima azienda al mondo di hi-tech, la più quotata in Borsa davanti anche alla Microsoft del rivale Bill Gates. E' dei primi anno 80 la svolta di successo quando Jobs chiama insieme a lui John Sculley, anche se nel 1985 per dissidi Jobs due anni dopo lascia la sua azienda. In quel periodo Jobs lancia la Pixar, la casa di animazione cinematografica poi acquistata dalla Disney. Intanto la Apple aveva lanciato il primo personal computer con una invenzione destinata a fare epoca, il mouse. Tornerà nel 1996 per riprendere in mano una azienda che sta fallendo. Inizia il periodo travolgente che porterà a iPod, iPhone, iPad e molto altro. Grandissimo comunicatore e venditore, Jobs lascia un epitaffio che meglio di ogni altro descrive il suo approccio  professionale: “Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario”.



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