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Cronaca

CASO MEREDITH/ A Quarto Grado parla il padre di Sollecito: sono sicuro, è stato Guede

Quattro giorni dopo l’assoluzione dall'accusa di aver ucciso la studentessa inglese Meredith Kercher di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, torna a parlare il padre di Raffaele

Amanda Knox (Foto Ansa)Amanda Knox (Foto Ansa)

Quattro giorni dopo l’assoluzione dall'accusa di aver ucciso nella notte tra il primo e il 2 novembre 2007 la studentessa inglese Meredith Kercher di Amanda Knox e Raffaele Sollecito ''per non aver commesso il fatto'' dalla Corte d'assise d'appello di Perugia, il padre del ragazzo, Francesco Sollecito, è tornato a parlare in televisione in prima serata durante la trasmissione “Quarto Grado”. Il padre di Raffaele è convinto: «Sono convinto che c’è un solo responsabile per la morte di questa ragazza. sono convinto che è stato Rudy Guede». Si è detto poi sconcertato rispetto alle dichiarazioni del pm Manuela Comodi che, sempre durante un’intervista rilasciata a Quarto Grado, aveva detto che «a mio avviso, in questo caso,  giustizia non è stata fatta. Avevamo dimostrato abbondantemente che non ci puo’ essere stata contaminazione, indipendentemente dagli errori o meglio dalle superficialità che possono essere stati commessi. Rudy Guede è stato condannato e dichiarato colpevole in concorso con gli esecutori materiali del reato; esecutore che non è Rudy Guede». Sollecito senior risponde, dicendosi sconcertato «dalla ostinazione della Dottoressa Comodi. Abbiamo dimostrato, evidentemente convincendo la Corte di secondo grado, che questi due ragazzi non c’entrano nulla. Loro rimangono fermamente convinti dell’opposto e addirittura non riconoscono neanche la validità di una sentenza di secondo grado. Sinceramente non mi aspettavo da un pm una dichiarazione del genere». Riguardo alla famiglia della vittima Meredith Kercher, Sollecito dice che «hanno diritto ad avere giustizia. Hanno perso una figlia in maniera terribile, inammissibile. Hanno tutto il diritto di avere giustizia e capire almeno perché è successo. Ho provato ad avvicinare la famiglia la sera stessa della sentenza  anche se mi rendevo conto che era un momento inopportuno. Sono a loro disposizione qualora ritengano di voler avere un incontro con me». Riguardo invece a un eventuale incontro con Amanda Knox e famiglia, ora a Seattle, il padre di Raffaele Sollecito si dice disponibile, ma non subito: «Accetteremmo volentieri l’invito di Amanda a Seattle, ma non credo sia questo il momento. C’è bisogno di tempo” ha affermato il  dottor Sollecito.