BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FIAT/ La Fiom propone uno sciopero di 8 ore il 21 ottobre

Per protestare contro il piano industriale della Fiat, la segreteria della Fiom ha proposto all’assemblea dei delegati dell’azienda di scioperare, venerdì 21 ottobre, per otto ore

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Per protestare contro il piano industriale della Fiat, la segreteria della Fiom ha proposto all’assemblea dei delegati dell’azienda di scioperare, venerdì 21 ottobre, per otto ore. La mobilitazione dovrebbe riguardare tutte le aziende del Lingotto, comprese quelle della componentistica. E’ prevista anche una manifestazione a Roma. Oggetto della protesta, in particolare, il piano cosiddetto Fabbrica Italia che, secondo il segretario del metalmeccanici, Giorgio Airaudo, non esiste. Secondo Airaudo è necessario lanciare un segnale per far comprendere di non essere rassegnai. Il fatto che Marchionne abbia deciso di lasciare Confindustria riguarda non solo l’azienda ma gli «gli assetti del Paese e le libertà democratiche. Siamo di fronte a un tentativo di costruire un modello sociale diverso, un modello di rappresentanza e di rapporti diversi. E quello che ci viene proposto in Italia non è altro che la coda del fallimento del modello americano». La mobilitazione, oltre che contestare Marchionne e il suo disegno, avrebbe lo scopo di fare sentire ai lavoratori degli stabilimenti della Irisbus di Valle Ufita e di Termini Imerese la propria solidarietà. La Fiom, inoltre, in merito ai diritti di rappresentanza e di libertà sindacali è intenzionata a realizzare un libro bianco e sottoporre al Parlamento lì’ipotesi di dar vita ad una Commissione di inchiesta. «E' necessario costruire una campagna di denuncia su questi temi», ha concluso il segretario. Oggi, intanto, dopo i cortei e la manifestazioni di ieri, gli studenti tornano in piazza. Sfileranno corteo assieme alla Cgil, a partire dalle 14, da Piazza della Repubblica. La mobilitazione nella Capitale è stata indetta dal settore impiego pubblico e dal settore scuola. «Crediamo – spiega la Cgil - che lo smantellamento della scuola e dell'università pubblica siano un pezzo del disegno generale di questo governo di distruzione dello stato sociale e del concetto stesso di pubblico». Le proteste, nelle prossime settimane, continueranno ad avvicendarsi. Il 12 ottobre è la volta della Cisl che a Roma ha convocato gli Stati generali del settore scuola, università, ricerca, soccorso pubblico, pubblico impiego e sicurezza.