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ABORTO/ Il problema della legge 194 è davvero l'obiezione di coscienza?

Una operazione chirurgica (Immagine Fotolia) Una operazione chirurgica (Immagine Fotolia)

È questo il contesto in cui va collocato il diritto all’obiezione di coscienza di quel 70,7% di medici che oggi, nelle realtà ospedaliere italiane, esercitano la propria libertà di coscienza nei confronti dell’interruzione volontaria di gravidanza. Il grande seguito del diritto all’obiezione di coscienza nei confronti delle pratiche di interruzione volontaria di gravidanza è una realtà, come emerge anche dall’ultima Relazione del Ministero della Salute prestata al Parlamento; una realtà davanti alla quale non si può restare indifferenti.

Ma quali sono le implicazioni di questa realtà? Il rischio è che l’obiezione di coscienza, riconosciuta espressamente nell’art. 9 della legge 194, possa svuotare di contenuto e di efficacia le disposizioni ivi racchiuse? Il punto focale è veramente la messa in discussione del riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza?

Già in fase di redazione della legge n. 194 era emerso il timore che l’introduzione del diritto all’obiezione potesse vanificare gli obiettivi raggiunti e cristallizzati nella legge, come però d’altra parte era emersa la necessità di tale introduzione e di tale riconoscimento, una scelta obbligatoria, percepita come costituzionalmente obbligata. Così si esprimevano nella Relazione della Commissione Sanità della Camera, gli onorevoli Del Pennino e Berlinguer: «non era parso ammissibile vietare il ricorso all’obiezione di coscienza in una materia che coinvolge così delicate questioni di principio e in cui l’imposizione per legge di un determinato comportamento configurerebbe, essa sì, una violazione costituzionale».

Come affrontare questo problema senza venir meno a uno dei canoni fondanti del nostro ordinamento? La risposta deve essere di tipo organizzativo, mai da scelte sostanziali che compromettano anche solo surrettiziamente, il diritto all’obiezione di coscienza. 


COMMENTI
12/11/2011 - aborto (maria gonano)

Sono d'accordo con la Prof.Violini ; i medici in Italia sono stufi di ammazzare la gente con l'aborto: Non è un discorso culturale si tratta di diritti umani: Leo Aletti ginecologo.