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Cronaca

GOLOSARIO 2012/ Quella guida al gusto che mostra ingegno, fatica e bellezza dell'Italia

Il Golosario 2012Il Golosario 2012

Quando il primo lavoro fu alla Coldiretti, fondai un giornale dove esercitai la mia professione di cronista politico, negli anni in cui cadevano la DC e i riferimenti storici, ma il vento dell'enogastronomia cominciava a soffiare fortissimo e io divenni a breve un riferimento. Oggi la mia GuidaCriticaGolosa compie 20 anni e non mi sembra vero. Sul settimanale Tempi e sul quotidiano Il Tempo arrivai anche ad avere un'originale rubrica di “Enogastronomia politica”, che mi divertiva moltissimo, ma dovetti fare i conti col potere: non ero perfettamente allineato pro Ogm e dovetti capitolare. La linea del giornale era un'altra e non m'ero accorto che su un argomento del genere non si potevano avere opinioni diverse. (Che sia una faccenda di potere quella degli Ogm? Io volevo solo capire...). La verità è che non me ne frega nulla se qualcuno considera i miei argomenti di serie B o anche C. Non si può combattere l'ignoranza laddove si annida il pregiudizio. A me rimane quel fulmine a ciel sereno, che ho raccontato ieri sera a Pesaro a un incontro del Sindacato delle Famiglie, che è un po’ come il pezzo di oggi di Luca: don Giussani a casa mia, con altri dieci, mentre commentava gli esiti del congresso di Loreto. D’un tratto gli servo un vino, un Barolo chinato e lui si ferma, lo guarda, lo annusa, e lo beve. E poi ne parla. Parla del vino... E gli altri che si domandano: ma perché s'è interrotto? Per un vino poi… Ecco, quella sera di maggio, quando balbettando gli ho detto: “No, certo don Gius, è come dici tu, questo non è un vermouth qualsiasi, è un Barolo, un Barolo chinato”, be' quella sera ho capito che potevo dare la vita per andare a fondo di un particolare, certo che nella cifra di un particolare, di ogni particolare, c'era il quadro del tutto.

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