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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 19 novembre, è Santa Matilde, monaca e mistica

Nata introno al 1240 ne castello Helfta, in Sassonia, faceva parte dei Von Hackeborn, tra  le famiglie più potenti della Turingia, imparentanti con l’imperatore Federico II

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IL SANTO DI OGGI: SANTA MATILDE (19 NOVEMBRE 2011) - Oggi la Chiesa cattolica celebra Santa Matilde. Nata introno al 1240 ne castello Helfta, in Sassonia, faceva parte dei Von Hackeborn, tra  le famiglie più potenti della Turingia, imparentanti con l’imperatore Federico II. La sorella Gertrude era badessa del convento di Helfta, mentre Matilde, a 7 anni, venne accolta nel monastero benedettino di Rodardsdorf, come educanda. Dopo aver preso il velo, nel 1258 approdò al monastero della sorella. Dotata di grande qualità nel canto, venne incaricata di dirigere il coro del monastero. In ragione di questa sua peculiarità, Dante si ispirerà al lei per il personaggio di Matelda, del Purgatorio, che lo accompagnerà per parte del viaggio. Nel monastero le venne affidata anche Getrude, una giovane suora che, con il tempo, sarà conosciuta come Santa Getrude la Grande. A lei Matilde confesserà le sue visioni mistiche, da cui nascerà Il libro della Grazia speciale, tra i più noti della mistica medievale. Era morta da poco sua sorella, e Matilde era malata, e aveva cinquant’anni quando rivelò alla futura santa quello che  la Grazia divina comunicò alla sua anima.
Oggi la tradizione cattolica ricorda anche le Sante Quaranta donne di Eraclea con Annone diacono. Benché parte dei racconti che riferiscono il loro supplizio sono da attribuire alla fantasia popolare e all’agiografia, pare che non vi sia alcun dubbio circa il fatto che esistettero realmente. In ogni caso, il racconto della loro morte per conservare la fede è contenuto sin nel primo Martirologio Romano, mentre le varie fonti cristiane antiche ritengono la loro reale esistenza degna di credibilità. Vissero ai tempi di Costantino quando, benché l’imperatore legittimò la presenza pubblica del cristianesimo, in Oriente, retto da Licinio Valerio Liciniano, si verificavano ancora sporadiche persecuzioni. In particolare, Baudo, messo di Licinio, fu inviato a Berea dopo aver ricevuto una denuncia contro Celsina, la priora, e le quaranta vedove e vergini con lei riunite in una comunità monastica. Esortate dal diacono Ammone a continuare nella preghiera, furono interrogate.