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ASSEMBLEA CDO 2011/ L'intervento del presidente, Bernhard Scholz

Pubblicazione:

Bernhard Sholz  Bernhard Sholz

Parlare di origine significa parlare di libertà, parlare di gratuità significa parlare di libertà.

In una riflessione sul nesso fra la concezione del uomo e l’economia moderna osservava  Marco Moschini, professore di filosofia a Perugia, che la modernità, “un tempo apparsa come soffio d’aria nuova rispetto ad altre temperie ed altre età, pareva destinarci a più liberi pensieri; ci ha costretto invece a doverci ritrovare in una gabbia più angusta: quella di un “io ipertrofico” , un io che ha finito per esaurire se stesso in un pensiero assoluto – nel senso di libero, sciolto – che ha spazzato via con la sua, anche la vera libertà …”.

Ma da dove può nascere questa libertà, cosa la può alimentare, che tipo di relazione la favorisce?

È questa la domanda che abbiamo posto a Don Julian Carron.

È seguito:

Intervento di Don Julian Carron

Testimonianze di:

Paolo Zanella,

Azienda manifatturiera a Milano;

Graziella Avanzino, Centri di solidarietà  della Liguria;

Gianni Zandonai – Cile;

Marco Notari – Ripresa dopo chiusura dell’azienda;

Liborio Evola - Casa di cura (Alcamo);

Paolo Cevoli – Professionista;

Interviste ai ragazzi

Intervento conclusivo

 

Le prospettive

Quali sono allora le prospettive del nostro lavoro, della nostra compagnia?

Delineo tre direttrici sulle quali nel prossimo anno vogliamo concentrarci, e che implicano quella libertà generativa di cui abbiamo parlato.

 

  1. Favorire una nuova cultura di impresa capace di creare e ri-creare sempre, lasciandosi sfidare dal mercato e dai bisogni che si incontrano. Lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi, una pianificazione finanziaria più pertinente e lungimirante, la sostenibilità ambientale – questi sono solo alcuni dei temi che chiedono a tutte le aziende una continua acquisizione e trasmissione di conoscenze e una valorizzazione di  ogni collaboratore nella sua unicità. Sono le persone che fanno le imprese e i progetti e dalle persone dipende la capacità di un impresa di cambiare, di migliorare, di innovare, specialmente in momenti di burrasca.   La condizione è anche un realismo, capace di chiudere delle porte e aprirne delle nuove, con creatività e flessibilità.  Per questo daremo maggiore impulso ai servizi per la formazione imprenditoriale e manageriale. Per le imprese non profit abbiamo fatto dei passi decisivi in questa direzione per sostenere la crescita di opere sociali forti e competenti, capace di sostenere un welfare sussidiario, più che mai necessario per il futuro dei nostri paesi. Svilupperemo ulteriormente i servizi utili a migliorare il rapporto con le banche e ad una migliore gestione finanziaria dell’azienda.

 

  1. Incentivare e sviluppare collaborazioni fra imprese – anche a livello internazionale. Alle imprese profit e non profit è chiesta una coraggiosa apertura a forme nuove di collaborazione, integrazione ed aggregazione. La singola impresa, specialmente quella piccola, farà sempre più fatica se rimane da sola. Ma mantenendo la propria autonomia può entrare in collaborazione con altre imprese. Questo vale anche per le opere sociali, per le scuole paritarie e anche per i professionisti. Non esistono dei modelli da applicare schematicamente. Bisogna mettere in gioco la propria creatività, superando quella autoreferenzialità che non riesce a guardare oltre il proprio recinto, inventando anche forme trasversali di collaborazione fra profit e non-profit.  Abbiamo fra di noi esempi virtuosi, che potete trovare sul numero del Corriere delle Opere.

 

I servizi  per l’internazionalizzazione hanno lo scopo di creare un network  in grado di favorire partnership imprenditoriali e di accompagnare le imprese nell’affrontare nuovi mercati nel mondo. Dopo l’esperienza del Matching svolto a giugno a Mosca, faremo l’anno prossimo un nuovo evento Matching a Shangai per favorire nuove iniziative delle nostre imprese in Cina. Vorrei sottolineare che l’internazionalizzazione permette anche l’incontro della nostra cultura del lavoro e del nostro fare impresa con altre culture nel mondo.

Per quanto riguarda il tema della collaborazione e della aggregazione fra imprese –dalla quale dipende dal mio punto di visto il futuro delle PMI – sono state importanti le diverse iniziative locali  promosse sotto il nome “Expandere with Matching” l’incontro fra le imprese al livello territoriale. Apriremo domani mattina la 7° edizione del Matching a Milano, che quest’anno si presenta non solo con la sua tradizionale e vincente intersettorialità, ma anche con una attenzione particolare ai diversi settori per agevolare la condivisione delle esperienze e la costruzione di nuove reti.

 

  1. Aiutare chi è in difficoltà, chi cerca lavoro e sostenere l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Nessuno che non ha un lavoro deve sentirsi solo, anche se spesso i tempi per trovare lavoro sono lunghi. Continueremo con i tavoli per l’occupazione all’interno delle CDO locali, che ringrazio per i sacrifici e a cui rinnovo un invito ad una sempre maggiore responsabilità sul territorio. Prego tutti coloro che sono impegnati nelle diverse forme di caritative, nei centri di solidarietà, negli studi professionali che operano sul mercato del lavoro, di lavorare insieme per un aiuto più efficace possibile verso chi cerca un lavoro.

 

Trovate sul sito della CDO un nuova sezione che si chiama “CDO per il lavoro” dove potete trovare uno strumento per le persone e le imprese che ha lo scopo di aiutare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e di presentare le diverse e più convenienti forme contrattuali utilizzabili. Vi invito tutti, aziende, disoccupati e giovani ad utilizzarlo.

Come abbiamo già detto nelle ultime Assemblee Generali le nostre aziende devono diventare sempre di più dei luoghi di accoglienza per i giovani introducendoli alla vita lavorativa con la formazione e il coinvolgimento nell’impresa. Di fronte ad una disoccupazione giovanile del 20% è importante trovare tutte le opportunità possibili per aiutare i giovani a trovare un lavoro. Un’indicazione non risolutiva ma importante ci viene dal fatto che  tante aziende nel settore manifatturiero e tanti artigiani cercano collaboratori. Questo vuol dire che tutti noi possiamo dare un piccolo, ma significativo contributo all’occupazione giovanile, comunicando con maggiore determinazione il valore e la bellezza del lavoro manuale.  Tutto ciò che noi vediamo intorno a noi è un manufatto o è nato attraverso un manufatto.



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