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NUOVI ITALIANI/ Blangiardo: Napolitano e Bersani non conoscono l'articolo 14?

Il Capo dello Stato incontra figli di immigrati, foto Ansa Il Capo dello Stato incontra figli di immigrati, foto Ansa

La differenza è questa. Ius soli: sei cittadino di diritto del Paese in cui sei nato, il suolo dove sei nato. Ius sanguinis: non importa dove nasci, per diritto di sangue i tuoi genitori ti trasmettono la cittadinanza.

Lei quale pensa sia la strada migliore?

Delle due cose a me sembra che lo ius sanguinis dia rilievo a un aspetto che io ritengo importante e cioè la famiglia. Tu sei un bambino, un minore che ancora non ha una sua autonomia nella società e giustamente la società delega  la famiglia a esprimere le tue scelte, il tuo interesse. La persona che è delegata ad agire per te ha una sua cittadinanza e io ritengo naturale fino a quando il genitore si muove per il tuo interesse in un sistema di norme che regolano il suo essere cittadino, che il bambino si muova in sintonia se anche tu sei inserito in quel sistema di regole. Non lo trovo anomalo: fino a quando non sono maggiorenne non sta a me decidere qual è la regola di cittadinanza che preferisco.

Cosa dice esattamente la legge attuale che regola questa problematica?

La legge attuale, quella del 1992 che non sarà il massimo, in qualche modo ha questo tipo di logica tanto che c'è l'articolo 14 che di solito non viene mai preso in considerazione. Tutti fingono che non esista o proprio non lo sanno per ignoranza. Dice, l'articolo 14,  che i figli minori di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana se convivono con esso acquistano la cittadinanza italiana, ma diventati maggiorenni possono rinunciarvi se dispongono di altra cittadinanza. Il concetto è: sei un bambino, segui i tuoi genitori in tutto. Loro diventano italiani e tu diventi italiano come loro. Da grande potrai decidere di cambiare cittadinanza, se non ti aggrada. Non è vero che il  bambino straniero è abbandonato, egli è nelle braccia, come ritengo sia giusto, della propria famiglia.

Una legge che riconosce un elemento decisivo, la famiglia.

A me piace il principio di fondo: un contesto familiare che riconosce la responsabilità di chi ha un carico familiare, ed è giusto che il minore rientri nel sistema normativo di colui che ha la responsabilità.  Se vogliamo fare una considerazione aggiuntiva, diciamo se dobbiamo discutere la legge di cittadinanza, discutiamo sulla forse eccessiva lunghezza dei tempi. Forse 10 anni sono tanti, comunque un periodo congruo per far sì che uno decida veramente che ha acquisito il sistema di cui vuol diventare cittadino ci vuole. Perché poi quando è cittadino conta come tutti nelle scelte politiche etc. e quindi ha una responsabilità rilevante. E' bene dunque che abbia maturato una coscienza appropriata, non può diventare cittadino italiano in sei mesi. Snelliamo le pratiche burocratiche, ma il tempo di maturazione della coscienza dell'individuo va tenuto in massimo conto.

C'è chi dice che in Italia gli immigrati non sono questo grande numero rilevante.

A dicembre presenteremo il 17esimo rapporto della Fondazione Ismu. In particolare sono responsabile di un passaggio, nel quale faccio vedere che oggi i nuovi cittadini italiani in un anno sono circa 60mila; questo perché dietro la naturalizzazione ci vogliono 10 anni di anzianità. Ma quelli di oggi sono persone che attingono da un serbatoio di almeno 10 anni. Siccome 10 anni fa i residenti in Italia non erano tanti come oggi, è evidente che il serbatoio è ancora modesto.



COMMENTI
23/11/2011 - Senso Unico (Antonio Servadio)

Dunque il Presidente della Repubblica ha avviato una efficace azione di rilancio dei tesseramenti della Lega. A parte questo, farebbe piacere che spendesse qualche parola anche per ricordare le famiglie di Italiani-Italiani, specie in via di estinzione. O forse questo argomento è stato già archiviato a priori, sommerso dalle prenotazioni dei ristoranti di lusso e dei viaggi di piacere a Miami ?

 
23/11/2011 - Vita nuova. (claudia mazzola)

Per i nuovi nati extracomunitari sarebbe un buon inizio di integrazione al nostro paese.

 
23/11/2011 - Nuovi italiani (Duilio Sala)

Se va in porto la proposta di Napolitano tutte le donne straniere incinte verranno a partorire in Italia....

 
23/11/2011 - 16 è meglio (francesco taddei)

con lo "ius solis" si rischierebbero situazioni come al confine usa-messico. credo che sia giusto ritenere la famiglia custode della cittadinanza fino alla maggiore età. credo altresì che un giovane senta l'italia come il "suo paese" andando a scuola e studiando la storia e la cultura dell'italia. si può dare la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in italia al compimento dei 16 anni, finita la scuola dell'obbligo.

 
23/11/2011 - fazioso... (cristina cairone)

articolo fazioso... che ignora il problema dei figli degi irregoalri, condannati anch'essi all'irregolarità....