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SCIOPERO TRENI/ Orari, info e numeri utili sullo sciopero di domani, sabato 26 novembre

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Un nuovo sciopero dei treni pubblici. Dalle 21 di domani, sabato 26 novembre, fino alle 21 di domenica, 27 novembre, gli addetti alla circolazione ferroviaria del gruppo Ferriovie dello Stato si asterranno dalle proprie mansioni. In particolare, incroceranno le braccia gli aderenti al sindacato Orsa. Le Ferrovie dello Stato hanno comunicato che lo sciopero sarà effettuato ovunque salvo che in Sicilia e in Calabria, a causa dei violenti acquazzoni e delle alluvioni che hanno già creato abbastanza problemi. L’agitazione che ha inizio domani riguarda anche i terni regionali che, in particolare, nella giornata di domenica non potranno garantire i servizi minimi di trasporto. Tali servizi, nei giorni feriali, invece, sono garantiti per legge, essendo esclusi dagli scioperi le fasce orarie a maggiore mobilità pendolare. Oltretutto, non si escludono cancellazioni e limitazioni prima dell'inizio e dopo il termine dello sciopero. In ogni caso, Fs comunica che, nonostante l’agitazione, il 90 per cento dei treni a lunga e media percorrenza circoleranno regolarmente, come di consueto. E’ assicurato anche il collegamento tra Roma Termini e l'aeroporto di Fiumicino. Il sindacato ha indetto la manifestazione denunciando che, a causa delle recenti manovre economiche, i viaggiatori saranno penalizzati da una drastica riduzione del servizio.

L’associazione dei lavoratori, inoltre, lamenta i pesanti tagli decisi dal governo, che si ripercuoteranno con gravi conseguenze su tutto il comparto; sui lavoratori delle ferrovie, e su tutti quelli dell’indotto. «L’Orsa – afferma il sindacato -  giudica inaccettabile il previsto taglio dei finanziamenti al settore che ridurrà i trasferimenti da Stato per il trasporto ferroviario di oltre il 60% mettendo a rischio il rispetto dei Contratti di Servizio per il trasporto pubblico locale già stipulati dalle Regioni con Trenitalia». Si fa, inoltre, presente che la stessa Conferenza delle Regioni  ha ipotizzato che, a meno che non si verifichino decisive marce indietro da parte del governo, già da gennaio dell’anno prossimo i pendolari vedranno sparire la maggiore parte dei treni regionali.



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