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STRAGE IMMIGRATI/ Brindisi, tre morti, trenta dispersi, barca rovesciata (video)

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Immagine d'archivio  Immagine d'archivio

Al largo della costa pugliese, tra Ostuni e Brindisi, si è consumata una nuova strage di immigrati. Questa volta il luogo è ben lontano dalla classica rotta che porta dal Nord Africa a Lampedusa e alla Sicilia, questa volta è il Mar Adriatico a far da teatro alla nuova sciagura accaduta ieri sera intorno alle 18. Un piccolo cabinato di dodici metri trasportava ben 67 persone (altre fonti parlano di 74 persone), e oltre al luogo cambiano anche i protagonisti. Si trattava di persone fuggite da Iraq, Pakistan, Bangladesh e Afghanistan, da Paesi sconvolti da dittature sanguinose e guerre continue. Sembra provenissero dalla Turchia, da dove sarebbero partiti cinque giORni fa a bordo della piccola barca. Dalla Puglia avrebbero poi dovuto raggiungere Francia o Germania, secondo quanto dicono i sopravvissuti. Ogni passeggero aveva pagato la cifra di 3mila euro per il trasbordo verso l'Occidente: tutti uomini, fortunatamente nessuna donna o bambini. Al largo della Puglia hanno però trovato il mare in burrasca e si è compiuta la tragedia, a pochissimo dalla meta: la piccola imbarcazione, complice il forte vento, è andata a schiattarsi sugli scogli, località Carovigo vicino alla piaggia di Mezzaluna a Torre Santa Sabina, nota località turistica. I cadaveri recuperati al momento sono solo due, un terzo era stato avvistato nel mare, ma non è stato possibile al momento recuperarlo. Le autorità pensano che gli altri corpi siano finiti sul fondo marino, i morti dovrebbero essere almeno una decina. A terra sono arrivati in trenta, altri potrebbero essere ancora vivi nel mare. Le forze di soccorso hanno lavorato tutta notte per cercare i sopravvissuti, anche se sembra che alcune decine di sopravissuti una volta giunti a terra si siano allontanati clandestinamente, per cui il conto finale delle vittime potrebbe essere inferiore a quanti ci si aspetta. Il commento di Nichi Vendola, governatore della Puglia: "È necessario fermare le tragedia del mare. Non possiamo più convivere con il naufragio di migliaia di uomini e donne in fuga da guerra, fame e povertà. È necessario rimettere al centro delle politiche di accoglienza umanità e solidarietà".


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