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COLLETTA/ Un giornalista: così io, da laico, ho difeso il Banco dai pregiudizi su Twitter

Pubblicazione:lunedì 28 novembre 2011 - Ultimo aggiornamento:lunedì 28 novembre 2011, 11.02

Foto Ansa Foto Ansa

Ma guardi che lei in questo modo ha risposto come fanno da anni quelli che hanno fondato il Banco Alimentare e hanno promosso la nascita della Colletta alimentare...

 Si diceva allora: se uno mi viene a chiedere un bicchiere d'acqua o un pezzo di pane, non posso spiegargli che prima ci vogliono gli acquedotti e i panifici magari a “prezzo politico”. Non si possono programmare i tempi della fame. E quindi pare ragionevole cercare di assolvere subito alle esigenze di chi mi chiede un bicchiere d'acqua o un pezzo di pane.

Scusi Spetia, ma a lei che effetto fa questa Colletta alimentare? Ha visto come si svolge?

Io credo che se è una iniziativa che può alleviare la situazione va presa come un fatto positivo. Non ci vedo proprio nulla di male ed è per questo che sono intervenuto nel dibattito sulla rete.

Ma c'è qualcuno di questi scrittori e di questi polemisti che conosce l'attività del Banco alimentare e dellla Colletta? Sa che è stata studiata da economisti, è stata oggetto di tesi di laurea e sono in genere attività giudicate positive da un punto di vista economico?

La mia impressione è che questi non sapessero nulla dell'attività, della storia e della fondazione del Banco alimentare e della Colletta. Affrontare il problema della povertà, cercare di non lavarsi le mani della povertà dopo alcuni giorni, è un ragionamento più complesso che io posso volentieri discutere e accettare. Ma criticare aprioristicamente un'inziativa non ha proprio senso. Ripeto: è solo un pregiudizio ideologico.

 

(Gianluigi Da Rold)



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