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IL CASO/ Cosa c'entra la Colletta con lo spread?

Pubblicazione:martedì 29 novembre 2011 - Ultimo aggiornamento:martedì 29 novembre 2011, 12.12

La giornata della Colletta Alimentare (Ansa) La giornata della Colletta Alimentare (Ansa)

Mi prendo anche qualche rifiuto: un anziano signore non vuole neanche sentir parlare della colletta alimentare: “È colpa dello spread”, mi dice. Cerco di lasciargli almeno il quartino, ma non c’è nulla da fare. Torno un po’ affranto, ma che importa! La realtà è o non è positiva? E allora andiamo avanti!

Sono tanti i volti delle persone che ci scorrono davanti in questa giornata speciale; molti sono preoccupati dall'assenza di politiche efficaci di contrasto alla povertà, sono spaventati dai limiti e dalle preoccupazioni che la crisi ha scavato nella loro vita. A tutti loro cerchiamo di insegnare un metodo nuovo, una prospettiva nuova, soprattutto chiediamo loro di non arrendersi davanti alle difficoltà e a mantenere l’apertura rispetto alla realtà che abbiamo davanti per arrivare a vivere con coraggio la sfida di relazione.

La giornata è quasi finita quando vedo arrivare quella giovane madre dallo sguardo gentile a cui poche ore prima avevo lasciato una copia del quartino. Insieme ai bambini, questa volta che anche suo marito. Sono venuti per dirci una sola parola: “grazie”; sino ad allora, infatti, nessuno dei due era riuscito a guardare con positività alla presenza delle cose presenti, ma la lettura del quartino ha risvegliato il loro il desiderio di guardare alla realtà con occhi nuovi per arrivare a scoprire la bellezza di ciò che è reale.

Come diceva Dostoevskij: “. È la bellezza che salverà il mondo”, altro che lo spread!

 



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