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SUICIDIO MAGRI/ De Nigris: non si regge senza una dipendenza dall'altro

Lucio Magri Lucio Magri

Un lavoro quotidiano di presa di coscienza della realtà?
 La vita ti sfida continuamente, con delle prove e la prova stessa dell'esistenza è quella più difficile. E' possibile che siamo impreparati ma anche sconfitti in partenza: quando muore una persona molto cara la sconfitta è tropo cocente, quando ti muore un figlio come successo a me la sconfitta è evidente e destabilizzante. E' chiaro che la vita continua, che il figlio rimane dentro di te, ma poi c'è sempre quel momento alla sera quando spegni la luce che ti manca la fisicità di quella persona, accade sempre. Ed è una cosa che fa parte della vita che nessuno di noi è in grado di accettare fino in fondo.
Secondo lei incide in questo anche la mancanza di un tessuto religioso che una volta nella nostra società era più evidente, più concreto ed accettato e oggi rifiutato?
Sicuramente ho visto che quando c'è la fede c'è una marcia in più. Ma c'è un crollo di esseri comunitari, di comunità, di essere partecipi  che oggi vale per tutti, atei e non. Una solidarietà affettiva che si è andata perdendo, e le nuove tecnologie come Internet non facilita questo.
Anzi, sembra che facciano aumentare le solitudini.
Internet facilita le relazioni, ma non il contatto con le persone. La solitudine può essere molto forte nel moltiplicarsi di relazioni come succede con i social network.  Corrisponde ad essi una solitudine fisica di non poter contare sui propri cari, in coloro che ti sono vicini, in quell'ambito familiare che diventa un recinto di appartenenza se vogliamo un po' tribale, un contatto fisico che esiste nel nucleo familiare. Il contatto con gli amici è qualcosa che si va perdendo; la collettività, il fatto di aver luoghi di aggregazione come la parrocchia e le università che permettevano relazioni si stanno perdendo. Oggi l'agorà è il centro commerciale dove si va a vedere persone ma non c'è la relazione che altri elementi in passato più che oggi avevano.
Non pensa che casi come quello di Lucio Magri o Mario Comencini possano diventare esempi che influenzeranno le persone?
Non credo. Se una persona ha una forte stabilità affettiva dettata da una positività con cui è educata, non viene influenzata. Penso ad esempio a tutta la violenza che oggi fuoriesce da certi programmi televisivi. Ho due figlie che devo sollecitare a non guardare certi programmi, ma esse non sono influenzate anche quando li guardano perché hanno una stabilità emotiva dettata dalla famiglia e dalla educazione in cui vivono. Con la consapevolezza che sì, siamo tutti fragili, questo è da tenere sempre presente.

(Paolo Vites)


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COMMENTI
29/11/2011 - suicidio assistito (maria schepis)

Nessuno più di De Nigris può fornire testimonianza di quanto afferma,vista la sua dolorosa esperienza personale,né ritengo giusto ergersi a giudici nei riguardi di chi ha compiuto scelte estreme.Oggi Magri,lo scorso anno Monicelli e ,da sempre ,tanti, tanti altri. La solitudine é un dramma e la mancanza o la fragilità dei legami affettivi esasperano la lacerazione interiore che induce al suicidio.Credo che nessun uomo possa esprimere parole diverse dall'umana compassione per chi decide di farla finita,il silenzio,solo il silenzio.Le cliniche che accompagnano verso la morte chi ha deciso di chiudere i conti con la vita,quelle sì mi fanno orrore.Non immagino nemmeno la segretaria che prende l'appuntamento,la procedura,il pagamento(presumo anticipato,perché ,poi, chi paga?).Pensare che si possa comprare la morte,o meglio che qualcuno possa venderla mi dà una tristezza infinita. Rivela un mondo dove per denaro si fa tutto,anche procurare la morte a chi,per quanto lucido,laico e convinto,in fondo aveva bisogno solo di un po' di luce che rischiarasse il buio del suo cuore.Forse Magri ha trovato la pace che cercava,ma il medico che ha preparato il cocktail di farmaci come può giustificare a se stesso le sue scelte?La laicità può permettere una così freddo terapia per chi ha deciso di morire?.Nessun paragone con Eluana Englaro o con i malati terminali,il suicidio assistito è molto ,molto più aberrante.