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RISTORANTI/ Quell’oste “vero”, i suoi agnolotti di brasato e il cappone lesso col bagnet

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Uno dei piatti di Guido  Uno dei piatti di Guido

Ma pensa te. Ieri mattina sono stato ospite di Uno Mattina, dove si parlava di stili di vita, che è anche il tema di apertura di Golosaria e Milano e la conduttrice che mi ha presentato ha detto: “Ed ora vi presentiamo un personaggio che tutti invidiamo: va nei ristoranti a mangiare gratis”. Già, pensa come siamo finiti: da vent'anni vado nei ristoranti, pago il conto, giudico con libertà le mie prove recensite su Papillon e sulla GuidaCriticaGolosa e l'immagine che rimane è che un critico, alla fine, sia uno scroccone. Ho dovuto precisare che io pago il conto, sempre, e che il lavoro degli altri deve essere pagato. Chi si comporta diversamente o è un cialtrone o comunque non è credibile.
Poi c'è stata la solita puntualizzazione dei dietologi (che si mettessero d'accordo una volta per tutte, stiamo parlando di una faccenda che ci riguarda, in fondo) su carboidrati a pranzo o a cena. Per tagliare la testa al toro, a Golosaria (e già stamane in conferenza stampa a Milano dove debutta il mio Golosario) ho invitato il presidente dell'Inran, Mario Colombo, che è una persona squisita e che aprirà con me il talk show inaugurale sugli stili di vita, dove parleremo anche dei “gruppi di cammino” e di altre cose utili e divertenti (sabato alle ore 16).
Detto questo, come mi sto preparando all'evento dell'anno? Bè, guardando internet, dove ieri c'è stato un nuovo record di gente che ha scaricato l'invito per partecipare a Golosaria e poi mangiando qualcosa che evochi lo spirito di questa stagione. Della bagna caoda vi racconterò, ma quando si avvicina Golosaria il mio pensiero va a un vino, che era il preferito di Giuan Brera e di Veronelli: il Barbacarlo di Maga Lino, vignaiolo in Broni. È il mio vino per la cassoeula ed è la migliore espressione dell'Oltrepo'. E a proposito di Oltrepo' vi voglio presentare un personaggio speciale, che è Guido, titolare dell'Antica Trattoria di Mairano a Casteggio, nell'omonima frazione. Ci sono stato l'altra sera, sapendo che mi avrebbe accolto – come sempre quando si sorprende di una mia visita, al ritorno da qualche viaggio – alzando le ciglia, all'ingresso di quella sala ampia circondata dai vini e la lavagnetta coi piatti di stagione.



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