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STRAGE DI ERBA/ Olindo Romano: "Speriamo di tornare in libertà" (video)

Olindo Romani, uno dei due autori della strage di Erba parla con la televisione. Dice di aspettarsi la revisione del processo e che in tal caso lui e la moglie verranno liberati

Rosa e Olindo Rosa e Olindo

Una intervista da parte di un inviato del Tgcom riporta in primo piano la strage di Erba. Alcune dichiarazioni rilasciate da Olindo Romano mentre oggi si è recato in aula a Piacenza per un processo che lo vede imputato di aggressione nei confronti di un agente della polizia penitenziaria del carcere di Novate. L'uomo, condannato all'ergastolo, dice di sperare nella revisione del processo, mediante la quale sperano, lui e la moglie, di tornare in libertà. Proprio recentemente, lo scorso settembre, i due erano invece stati giudicati in Cassazione colpevoli e la loro condanna confermata. L'11 dicembre 2006 secondo l'accusa, Olindo e la moglie Rosa Bazzi massacrarono quattro persone: la vicina di casa Raffaella Castagna, il figlioletto Youssef, la nonna Paola Galli e Valeria Cherubini, un'altra vicina di casa. Motivazione della duplice condanna all'ergastolo è "odio per i vicini". Fondamentale per la loro condanna la testimonianza dell'unico scampato alla mattanza, ferito gravemente ma poi sopravvissuto, Mario Frigerio, marito della Cherubini. Secondo i giudici di Cassazione che confermarono la condanna moglie e marito agirono del tutto capaci di intendere e volere. Questo è stato possibile capirlo dal modo puntuale con cui hanno organizzato il delitto e dal contributo reso attraverso la confessione che ha ricostruito la strage nel modo che solo gli assassini potevano sapere. I due invece si proclamano innocenti. Olindo nel corso del processo e anche in seguito arriverà a dire di aver subito un lavaggio del cervello da parte dei carabinieri che lo interrogavano costringendolo a dichiararsi colpevole. Olindo e Rosa avevano avuto per lungo tempo  liti di vicinato con la famiglia della Castagna, per banalissimi motivi di rumori e schiamazzi. Quel giorno misero in atto una autentica strage condotta con ferocia che lasciò scioccata tutta l'Italia. Dopo aver ucciso le persone, diedero alle fiamme l'appartamento simulando una tentata rapina. I due vennero arrestati il 9 gennaio del 2007 dopo un lungo interrogatorio. Nei loro confronti tracce di dna  di Valeria Cherubini ritrovate nella macchina di Olindo.