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IMMIGRATI/ Sacrifici umani sul barcone, orrore a Lampedusa

Orrore sul barocne degli immigrati: per placare le divinità venivano fatti sacrifici umani. Almeno sei persone gettate in mare. L'episodio è dello scorso agosto

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

La storia risale allo scorso 4 agosto ed ha dell'incredibile, nel suo orrore. Un barcone, uno dei moltissimi che specialmente in quel periodo estivo facevano la spola tra il Nord Africa e l'isola di Lampedusa, viene soccorso dalle forze navali italiane. Dentro vi trovano gente viva e dei morti. Circa 400 persone, di diverse etnie africane, si pensa alla solita tragedia di persone che a stento sono riuscite a sopravvivere alla lunga traversata in pessime condizioni. Si scoprirà, mesi dopo, quello che invece è realmente accaduto a bordo del barcone dell'orrore e che chissà quante altre volte è già successo. Le autorità infatti avevano sospettato qualcosa di strano sin dall'inizio, da quando il barcone era stato portato in salvo con a bordo una persona morta. Facendo indagini accurate fra gli immigrati detenuti nei vari centri di accoglienza italiana, la squadra mobile di Agrigento e altre questure, sono arrivati alla tragica conclusione. A bordo del barcone venivano eseguiti sacrifici umani per invocare il sostegno di qualche divinità pagana nei momenti di difficoltà, o anche semplicemente per punire qualche innocente che veniva ritenuto colpevole di aver provocato qualche danno ai motori dell'imbarcazione. La regia degli avvenimenti era tenuta da quattro donne, quattro maghe, delle santone nigeriane che eseguivano riti magici a bordo dell'imbarcazione indicando di volta in volta chi doveva essere gettato in mare. Il fatto che nell'imbarcazione ci fossero etnie diverse ha favorito una sorta di guerra interna dominata da alcuni nigeriani. Un sopravvissuto ha raccontato che donne di etnia nigeriana facevano riti magici al termine quali indicavano qualcuno. Questo veniva preso, legato mani e piedi e ancora vivo gettato in mare. Lo stesso testimone era stato indicato da una delle donne come responsabile di un guasto al motore. L'intervento di un amico gli evita la sorte, ma dice di aver visto buttare in acqua sei persone. Altre testimonianze, come quella di un ragazzo: “Eravamo in viaggio da due giorni  il mare si stava ingrossando e un gruppo di nigeriani ha deciso che l’unico modo per far tornare il tempo buono era quello di sacrificare qualcuno di noi”.