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ALLUVIONE GENOVA/ Sette morti, tre sono bambini. La città devastata (video)

Pubblicazione:venerdì 4 novembre 2011 - Ultimo aggiornamento:venerdì 4 novembre 2011, 19.36

Foto Ansa Foto Ansa

Trecento millimetri d'acqua, un terzo di quanta ne cade in un anno, dalla mezzanotte di ieri, hanno devastato la città di Genova. Nella devastazione, le inevitabili esondazioni dei torrenti che attraversano il capoluogo ligure, come già successo una infinità di volte in passato, problema mai risolto. Si tratta dello Sturla, del Bisagno e del Fereggiano. Un bilancio ancora parziale perché ci sono dei dispersi, è di sette morti: tre sono bambini, due dei quali annegati insieme alla madre in uno scantinato invaso dalle acque. Si trattava di una famiglia albanese. Una donna di 40 anni invece è morta travolta dalle macchine sbattute via dalla forza delle esondazioni. La maggior parte delle vittime è nel quartiere di Fereggiano. Un bilancio provvisorio. Autentici fiumi d'acqua di potenza molto forte hanno invaso le strade di interi quartieri, i più colpiti la Foce e San Fruttuoso, così come le strade del centro e quelle intorno alla stazione Brignole poi chiusa al traffico dei treni. Continua  a piovere, auto trascinate dalle acque si spostano per le vie deserte della città. La protezione civile ha detto a tutti di non sostare ai piani bassi delle case e di dirigersi in alto. Le scuole rimarranno chiuse nei prossimi giorni. Il sindaco di Genova ha parlato di evento imprevedibile, uno tsunami, a fioccano le polemiche. A Genova le alluvioni, pur se non di queste proporzioni, sono evento annuale, e nel 1970 ce ne fu una disastrosa.  Il WWF ha denunciato casi di edifici costruite sui corsi d'acqua senza i minimi accorgimenti del caso, o addirittura dentro corsi d'acqua parzialmente chiusi. Il ministro della difesa La Russa ha assicurato che l'esercito è pronto a intervenire: "Siamo pronti a rispondere alle richieste che ci verranno dalla prefettura - ha ribadito il ministro - come sempre non ci tiriamo indietro nel soccorso ai cittadini in tutte le emergenze". L'allarme maltempo, segnala la protezione civile, continua ancora per 48 ore, almeno fino a mezzogiorno di domenica. La protezioen civile raccomanda le persone di abbandonare tutta la zona del torrente Bisagno. Problemi ci sono stati seppur non così gravi anche nel Levante, in special modo a Recco e a Camogli. Situazione di massima allerta anche nella Valle Fontanabuona.


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