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VIDEO/ "La crisi, sfida per un cambiamento": Carròn, Sapelli e Campiglio

Pubblicazione:venerdì 4 novembre 2011 - Ultimo aggiornamento:sabato 5 novembre 2011, 10.07

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Questa sera venerdì 4 novembre al Forum di Assago (Milano) alle ore 21 l'incontro pubblico dal titolo "La crisi, sfida per un cambiamento". Partecipano  Luigi Campiglio, docente di Politica economica all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Julián Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e liberazione, Giulio Sapelli, docente di Storia economica all'Università degli Studi di Milano. E' moderatore dell'incontro Davide Prosperi, responsabile di Comunione e liberazione in Lombardia. Nell'incontro di stasera il tentativo di affrontare di rispondere alla grave crisi economica che sta attraversando tutta l'Europa occidentale.
E' una frase di don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e liberazione, a dare il passo del dibattito: «Una comunità cristiana autentica vive in costante rapporto con il resto degli uomini, di cui condivide totalmente i bisogni, ed insieme coi quali sente i problemi. Per la profonda esperienza fraterna che in essa si sviluppa, la comunità cristiana non può non tendere ad avere una sua idea ed un suo metodo d’affronto dei problemi comuni, sia pratici che teorici, da offrire come sua specifica collaborazione a tutto il resto della società in cui è situata».
Presentando l'incontro di stasera, i promotori sottolineano come la crisi che lo si voglia o no sia un dato di fatto, esiste. Ed è un dato di fatto che sta cambiando la vita di milioni di persone: aumentano i poveri, molte aziende chiudono, l'Italia rischia di essere tagliata fuori dallo sviluppo mondiale. Non basta però, dicono ancora i promotori, cercare di superarla dando le colpe a qualcuno, che sicuramente esiste, o ignorarla senza mettersi in discussione.
Al proposito, viene citata una frase del Papa Benedetto XVI, che, riconoscendo il disagio che questa crisi sta provocando, fa appello ad affrontarla come una sfida:  «Un progresso addizionabile è possibile solo in campo materiale. Nell’ambito invece della consapevolezza etica e della decisione morale non c’è una simile possibilità di addizione per il semplice motivo che la libertà dell’uomo è sempre nuova e deve sempre nuovamente prendere le sue decisioni. Non sono mai semplicemente già prese per noi da altri – in tal caso, infatti, non saremmo più liberi. La libertà presuppone che nelle decisioni fondamentali ogni uomo, ogni generazione sia un nuovo inizio» (Spe salvi, 24).

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