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ALLUVIONE GENOVA/ Marta Vincenzi contestata dai residenti di Via Ferreggiano

Mentre in via Fereggiano, devastata anch’essa dalla furia del torrente omonimo, rientra l’allarme, si scava nel fango e si contano i danni, divampano le polemiche

Foto Ansa Foto Ansa

Mentre in via Fereggiano, devastata anch’essa dalla furia del torrente omonimo, rientra l’allarme, si scava nel fango e si contano i danni, divampano le polemiche. Il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, si trovava nella strada quando un gruppo di residenti della via, tra qui alcuni che hanno subito pesantissimi danni, hanno iniziato a contestarla. «Vergogna, vergogna»,  «vattene a casa» e «dimissioni», gridavano alcuni .«Qui non sei su Facebook, siamo nel tempo reale». Le protesta nei confronti del primo cittadino che si era recato sul posto per rendersi conto di persona della situazione, si sono fatte via via più aspre, tanto da costringere la polizia a improvvisare un cordone di sicurezza per proteggerla da eventuali aggressioni. Alcuni le hanno rinfacciato la decisione di tenere aperte le scuole. «Qui sono morti dei miei amici, perche?», le ha gridato un altro. E ancora: «Voi lo sapevate che questo è un posto a rischio, ma non avete fatto niente».

La Vincenzi, dal canto suo, si era riproposta di non replicare a mantenere il più assoluto silenzio. Per diverso tempo è rimasta impassibile alle accuse, non replicando. Ad un certo punto, però, non è più riuscita a trattenersi e ha rivendicato il fatto che la sua amministrazione ha fatto ripulire il Bisagno e speso sei milioni per il Fereggiano. Intrattenendosi a lungo con i signori Glauco e Mario Giachero, titolari di un negozio di bomboniere andato completamente distrutto, ha promesso che il Comune farà tutto ciò che è in suo potere per aiutarli. Tuttavia, ha ribadito ancora una volta che la tragedia era del tutto imprevedibile e che a lei non può essere addossata alcuna colpa. Salvo una: ha ammesso, infatti, che l’amministrazione avrebbe dovuto fare di più per spiegare alla popolazione che cos’è l’allerta 2. Il livello massimo. Nel frattempo, la Procura di Genova ha deciso di aprire un fascicolo sulle vittime. Ha fatto, tuttavia, sapere che si tratta di un atto dovuto e che, la momento, non vi è alcuna ipotesi di reato mentre non sarà effettuata alcuna autopsia sulle vittime. Intanto, è in corso una riunione della Protezione civile e con le autorità competenti per mettere sotto osservazione a vagliare la situazione anche in Piemonte e monitorare le dinamiche del Po.