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ALLUVIONE LIGURIA/ Volantino CL: Dal fango emerge la speranza

Pubblicazione:sabato 5 novembre 2011

Volontari al lavoro a Monterosso (Foto Ansa) Volontari al lavoro a Monterosso (Foto Ansa)

La Liguria in questi giorni è in ginocchio a causa delle terribili piogge e inondazioni che l’hanno colpita. Il dolore si fa ancora più grande di fronte alle numerose vittime. Cresce anche la rabbia di chi denuncia gli abusi che avrebbero causato la piena di fiumi e torrenti, la responsabilità di politici e istituzioni che non hanno mai compiuto quelle opere necessarie per la sicurezza, o non hanno preso le misure necessarie per prevenire e evitare i morti e la devastazione. Ma il rancore, per quanto le ragioni possano essere giuste, non colma la ferita di chi ha perso i propri cari, la casa, tutto ciò che aveva. E, ultimamente, non risponde alla grande domanda di significato che riaffiora in ciascuno di noi, prepotentemente, di fronte a tutto questo. Un inizio di risposta, per chi è disponibile non solo alla polemica o alla ricerca spasmodica di immagini catastrofiche, ma a guardare a quanto sta rinascendo dal fango, arriva nel volantino di giudizio scritto da Comunione e Liberazione Liguria. Un punto di vista inedito finora: è possibile rialzarsi nel dolore e nella fatica e non lo dice chi è tranquillamente estraneo a tutto ciò, ma chi in questo momento hai i piedi immersi nel fango e sta aiutando a ricostruire, magari ha perso tutto. Sono tanti esempi di chi si muove per condividere i bisogni dell’altro, per l’esperienza fraterna che vive. E questo volantino propone a tutti noi di offrire il nostro contributo.

Dal fango emerge la speranza. L'alluvione in Liguria e Toscana.

«Una comunità cristiana autentica vive in costante rapporto con il resto degli uomini, di cui condivide totalmente i bisogni, ed insieme con i quali sente i problemi. Per la profonda esperienza fraterna che in essa si sviluppa, la comunità cristiana non può non tendere ad avere una sua idea ed un suo metodo d'affronto dei problemi comuni, sia pratici che teorici, da offrire come sua specifica collaborazione a tutto il resto della società in cui è situata». (Don Giussani)


Un'azienda genovese che chiude un'intera giornata per permettere agli operai di andare a spalare il fango nelle zone alluvionate. Un giovane volontario che, presentato dal giornalista come "ragazzo di buona volontà" risponde di getto: «Insieme al bisogno di spalare il fango siamo qui per condividere il bisogno di ripartire e di speranza». Una donna di Monterosso intervistata dopo l'alluvione che le ha portato via tutto afferma: «Ho perso tutto, ma sono viva, ci sono, e posso riniziare».


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