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Cronaca

ALLUVIONE GENOVA/ Due prof: togliere i ragazzi dal fango non è stato facile

Foto (Ansa)Foto (Ansa)

La sede di via San Vincenzo del Liceo artistico Klee-Barabino è in una zona che si è rivelata ad alto rischio. Qui insegna Enrica Zannini. “Dalle 10.30 circa, quando la pioggia ha cominciato a cadere abbondante, il vicepreside ha contattato protezione civile, polizia e carabinieri per sapere come evolveva la situazione e cosa fare dei 600 alunni circa che avevamo a scuola. Ma nessuno, forse per cause di forza maggiore, ci ha risposto. Seguendo gli eventi su internet, e grazie alle telefonate dei genitori che ci tenevano aggiornati su ciò che succedeva nei vari quartieri della città, abbiamo tenuto i ragazzi a scuola fino all’ora di uscita, e li abbiamo suddivisi in gruppi secondo la zona di abitazione. Abbiamo fatto uscire inizialmente quelli che abitano nel Ponente, mandandoli su per via XX Settembre, poi quelli che abitano nel Basso Piemonte, che dovevano prendere il treno, e che per fortuna non sono arrivati alla Stazione Brignole nel momento peggiore dell’onda del Bisagno. Abbiamo deciso di trattenere tutti quelli che abitano in Val Bisagno e nel Levante. Nel pomeriggio, fino alle 18.30, i loro genitori o parenti che abitano in zone meno a rischio sono venuti a prenderli; per chi non è stato possibile, siamo stati noi insegnanti a riaccompagnarli a casa. Tutto questo sempre senza nessun contatto con le autorità, che continuavamo a chiamare senza esito. Solo verso le 16.30, quando siamo usciti in via San Vincenzo per comprare un po’ di cibo per i ragazzi, abbiamo incontrato dei poliziotti che esortavano i negozianti a chiudere velocemente ed allontanarsi dalla zona in vista di una seconda ondata del Bisagno. Ed erano pure stupiti che nella scuola ci fossero ancora degli alunni e ci raccomandavano, comunque, di tenerli lì. Sicuramente nel momento più tragico si dovevano tenere i ragazzi dentro la scuola, ed è quello che abbiamo fatto. Ma non sarebbe stato meglio tenere chiuse le suole, visto il pericolo e l’allerta, in modo da non mandare giovani e famigli in giro per la città?”.

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