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ALLUVIONE GENOVA/ Siro, volontario: il "miracolo" del fango? La voglia di ricominciare

Genova, il giorno dopo Genova, il giorno dopo

Nei giorni scorsi a La Spezia c’è stato un reale movimento di popolo, ecco alcune testimonianze. Fabio scrive: “Ci aspettavamo di incontrare disperazione e invece abbiamo visto soprattutto gente con la voglia di ripartire e la speranza nello sguardo. Il proprietario di un’attività commerciale che aveva intorno a lui decine di persone che svuotavano il suo locale da rottami e fango, aveva l’espressione di chi rimane colpito da qualcosa di inatteso e ringraziava quelli che gli passavano a fianco”. Pigi, un giornalista freelance, annota "È come se questi uomini e donne avessero tolto dal proprio sguardo i soliti preconcetti e la solita scontatezza con cui abitualmente tutti affrontano la vita".

Paolo sul traghetto verso La Spezia mi racconta la sua vita, le aspettative, i problemi futuri dopo aver perso due negozi, di suo padre, della fidanzata. Insomma, persone addolorate e preoccupate di quello che le attende, ma umanamente diverse, ridestate. È lo stesso anche per Nicola, il farmacista. Ha i detriti che arrivano all’insegna del suo negozio, ma è già andato più volte in città a prendere le medicine per tutti. Mi ha colpito anche Don Giorgio, che dopo aver visto un’immagine della Madonna del Rosario ancora attaccata a una parete di una casa pericolante a Brugnato, si è chiesto “visto che Dio parla nelle circostanze, cosa vuole comunicarci? Che cosa significa quella Madonna sul muro?”. Non le solite risposte scontate, ma un interrogativo su di sé.

Giuditta scrive: “arrivati a Brugnato, Laura e io, uniche donne del gruppo, abbiamo deciso di andare a sgombrare una casa. Siamo state accolte dai proprietari e abbiamo iniziato a pulire il cortile della loro casa. Senza acqua e armate di sole scope siamo riuscite a rendere visibile il pavimento del cortile, direi che la frase che ha segnato maggiormente questi due giorni è stata “si inizia a vedere il pavimento!”, esclamato più volte nella gioia di vedere finalmente il fondo e non solo il fango e la terra che hanno sommerso i nostri luoghi”.