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ALLUVIONE GENOVA/ La risposta al dolore non è la "città perfetta"

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Genova, il giorno dopo  Genova, il giorno dopo

Entrare in una chiesa ligure fa sempre un effetto particolare. Il loro sfarzo, la loro ricchezza, l’abbondanza di luci sorprendono sempre, anche alla centesima visita. Da Monterosso a Levanto, da Sestri Levante a Chiavari, da Santa Margherita a Genova e poi giù per il lunghissimo Ponente, queste chiese ci accolgono e ci raccontano storie straordinarie.

Sono storie legate al dolore, storie di naviganti che affidavano le loro fortune al mare. Nella vicina Toscana “uscire” (per esempio uscire di casa) si dice “sortire”, andare verso la sorte. I liguri hanno sempre affrontato la sorte, il destino, tutte le volte che un marito o un figlio, o anche tutti e due, uscivano di casa, quando non era ancora giorno, e prendevano il mare. Cioè, praticamente tutti i giorni.

C’era chi usciva per pescare, chi per compiere lunghi viaggi, e chi - come gli emigranti - per non tornare mai più. Non sempre il mare era amichevole, e spesso le donne si vedevano riportare sposi e figli in stato di cadaveri.

Questa esperienza, che faceva parte, ahimé, della vita quotidiana, che apparteneva - si direbbe oggi - al default dell’esistenza di gente serrata tra mare e montagna, gente costretta a conquistare metro per metro la terra dove abitare; bene, questa esperienza non allontanò l’uomo da Dio, non lo indusse a bestemmiare, non inculcò in lui il risentimento.

I dolori continui di questo popolo dal carattere burbero, ma intelligentissimo, non sradicarono la sua fede. Anzi: i liguri innalzarono a Dio le loro bellissime chiese, le vollero ricche e accoglienti, affinché la gente ci andasse volentieri, perché si va volentieri a incontrare un amico. E vollero fare conoscere Dio a tutti, inventando le processioni più suggestive e commoventi che io abbia mai visto.

Così, i dolori e le perdite rendevano più forte il popolo, più consapevole di sé, più orgoglioso, inducendolo non a tirare i remi in barca ma, anzi, a fabbricare barche più grandi e robuste, capaci di reggere meglio il mare e di portare più lontano.
Quante cose impariamo sulla natura umana, visitando la Liguria!


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