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Cronaca

L'AQUILA/ Se basta un sandwich di solette a "isolare" le case dal terremoto

Maria Grazia Cucinotta dà il via al sollevamento dell'edificio dell'AquilaMaria Grazia Cucinotta dà il via al sollevamento dell'edificio dell'Aquila

Non solo: l’intervento è utile anche per quegli edifici che pur essendo stati costruiti con criteri antisismici non sono al passo con l’ultima normativa sismica entrata in vigore due anni fa. L’uso di questa tecnologia poi è molto interessante per gli edifici in muratura, quindi quelli storici. Inoltre, non richiede lo sgombero degli stabili, ne mantiene le strutture portanti e ne lascia pressoché intatta la fruibilità del piano terra.

 

Pensate di applicarla, dopo L’Aquila, anche in altri parti d’Italia?

 

Abbiamo già delle richieste, anche di privati, in zone dell’Abruzzo limitrofe all’Aquila, come Sulmona e Avezzano, che nell’aprile del 2009 sono state risparmiate dal terribile terremoto. Ma anche altre zone d’Italia chiedono interventi per dare sicurezza e serenità a chi ci abita e lavora. Dato che questa tecnologia è molto utile in fase di prevenzione e che il nostro è un Paese sismico, da Nord a Sud, intervenire su edifici sensibili come scuole e ospedali, oltre che su condomini privati, credo che sia un dovere, perché non bisogna più aspettare che accadano catastrofi, ma bisogna intervenire per tempo, dando qualità e riqualificazione urbana su tutto il territorio nazionale.

 

Che risposta avete avuto dall’evento di ieri?

 

C’è stata una forte partecipazione della popolazione, delle scolaresche e di tecnici accorsi da tutta Italia che è stata sopra ogni previsione (oltre 1.500 persone). La cosa importante è che tutti hanno avuto modo di toccare con mano, visitando il cantiere, la bontà di questo intervento. Direi che l’obiettivo che ci eravamo prefissati, che era quello di sensibilizzare sia la popolazione che i tecnici sull’importanza della prevenzione sismica, è stato raggiunto. Vorrei sottolineare il ruolo importante che ha avuto la Fondazione 6 aprile per vita Onlus, che raccoglie i parenti delle vittime del terremoto del 2009. Lavorare con loro ci ha dato una doppia motivazione nello spendere energie affinché tutti sappiano che esistono tecnologie italiane e innovative che possono, assieme ad altre, risolvere molti problemi legati alla sicurezza. Abbiamo lavorato lontano dalle nostre case, portando qualcosa di nuovo e di valido. Ma anche loro ci hanno offerto qualcosa: la loro dignità e determinazione, il modo con cui stanno affrontando il dolore e le difficoltà. Un incrocio di esperienze che è stato capace di creare qualcosa di bello.

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