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SUICIDIO MAGRI/ Perché far passare una richiesta d'aiuto per una scelta libera?

Immagine di archivio di uno spot pro Eutanasia (Foto Ansa) Immagine di archivio di uno spot pro Eutanasia (Foto Ansa)

La solitudine, tanto necessaria ad ognuno di noi per riflettere sulla propria vita e sul contesto in cui viviamo, per riappropriarci della nostra libertà smascherando i condizionamenti che ne limitano l’espressione, ha ragione di essere proprio perché l’uomo vive abitualmente al centro di un sistema di relazioni, di affetti e di responsabilità. L’uomo nasce in famiglia e si proietta nel far famiglia, perché da solo non è in grado di dare la vita né tanto meno di riceverla, lavora con gli altri e lavora per gli altri, nel desiderio di sentirsi utile mettendo in gioco i propri talenti, partecipa della vita di chi gli sta accanto cercando di interagire positivamente con loro. In altri termini è fatto dagli altri e per gli altri. E nelle sue decisioni non può non tenere conto della ricaduta che queste hanno nella vita degli altri, secondo una logica che ci vede tutti parte di un sistema intensamente caratterizzato da un’etica della responsabilità che si realizza della cura reciproca.

Lucio Magri continua a trasmettere idee, sensazioni, resta in dialogo con tutti noi, come è avvenuto in questi giorni, ciò che ha detto, ciò che ha scritto e ciò che ha pensato sono nella nostra memoria, stimolano la nostra riflessione, per cui nel pieno rispetto delle sue scelte, è doveroso manifestare la ricaduta che hanno in tutti noi, anche per evitare che diventi esemplare e generalizzabile, ciò che resta  dramma personale e storia individuale.  Al di là delle possibili strumentalizzazioni politiche e culturali.

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