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BOMBA EQUITALIA/ Quanto vale la lezione degli "anni di piombo"?

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Il problema che si pone in casi come questi è da un lato di carattere poliziesco. Non è possibile che un presidente di grande banca, oppure un funzionario di Equitalia debbano essere esposti di fronte a simili fatti criminali. Questo non esclude tuttavia di considerare politicamente questa vicenda per non mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. È vero che c’è una confusione di comunicazione e una scarsa informazione sulla crisi economica e finanziaria che confonde l’opinione pubblica e crea luoghi comuni, schematismi e imprecisate richieste di giustizia sommaria. C’è da prendere atto, proprio in questi tempi, di un disagio sociale sempre più profondo che va spiegato nella sua completezza, che va analizzato. Un tempo questo era un compito dei partiti politici. Oggi si incede piuttosto a ricorrere a codici etici, doveri morali che per una “testa matta” o per una “testa disperata” non servono a nulla.

Al black bloc o all’anarchico insurrezionalista la predica morale non fa nessun effetto. L’unica risposta seria, di fronte alla violenza nichilista, è l’isolamento, l’assenza di qualsiasi solidarietà sul terreno della violenza. In altri termini, anche chi condivide parte della posizione politica di un estremista violento, deve ribadire, senza mezzi termini, che vuole raggiungere alcuni obiettivi con mezzi pacifici e tradizionalmente politici.

Durante gli “anni di piombo” italiani fu la tenuta complessiva dei partiti politici e anche l’autocritica di alcune posizioni sindacali, che sconfissero alla fine il terrorismo. Non fu solo l’Arma dei Carabinieri guidata dal generale Dalla Chiesa.

Il problema principale, in una situazione come quella in cui stiamo vivendo, è proprio quella di tagliare qualsiasi “terreno di cultura” al mondo della violenza radicale. Questo compito spetta anche al potere politico e alle sue “braccia” finanziarie ed economiche. In una società complessa come la nostra, l’esempio di reale equità e di reale giustizia sociale, di non oppressione burocratica, diventa più che necessaria. Diventa indispensabile. Così come diventa indispensabile la capacità politica di saper cogliere che cosa la maggioranza di una società si aspetta di comprendere e di avere.

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