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Cronaca

CAMPO ROM TORINO/ Meluzzi: l'incendio è frutto di una guerra tra poveri

Il campo rom incendiato, foto AnsaIl campo rom incendiato, foto Ansa

Quello che è avvenuto è  una sintesi di tante tribalizzazioni possibili. Teniamo conto che la globalizzazione tra i suoi effetti ha quello di produrre una tribalizzazione tra le situazioni più emarginate. Da una parte c'è la globalizzazione, dall'altra le varie realtà locali soprattutto quelle più marginali come la realtà del quartiere Vallette di Torino che fino a qualche tempo fa era a loro volta una tribù.
Una guerra fra poveri?
Esattamente. Si reagisce con l'aggressione quindi determinando la classica guerra fra poveri, gli emarginati delle case popolari delle Vallette che la domenica fanno gli ultras, le tifoserie armate dello stadio, si trasformano nei giustizieri della notte di una ragazza del loro clan che è stata aggredita. Siamo nel contesto di classica tribalizzazione, uno scontro tribale fra poveri.
Si può incolpare la ragazza di essere responsabile, deve in qualche modo rimediare alla situazione?
La ragazza è stata comunque vittima di qualcosa di traumatico, che ha scatenato una reazione psicologica, ha agito in condizioni di grande labilità mentale. Quelli che sono andati a incendiare il campo zingari sono invece dei poveri loro stessi. L'unica cosa che adesso non vorrei accadesse è di trovare dei soloni che dalle loro ville in collina dietro ai loro cancelli si ergono a giudici di questa guerra fra poveri.

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