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IL CASO/ 1. L'aborto di Sara, un delitto con l'aiuto dello Stato (e di Repubblica)

Pubblicazione:lunedì 12 dicembre 2011

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Perchè parliamoci chiaro: che genitori hai avuto e hai, Sara? Separati, anzitutto. E quanto sei stata sola per andare in giro a darti al primo che passa, per vedere usato il tuo corpo, da chi ci ha fatto del sesso e da chi ti ha messo al mondo, e dover subire il dolore, l’umiliazione di una pillola? Chi lo sa quanto hai sanguinato tu dentro, e non solo per l’aborto chimico? Non hai un’amica, Sara, un maestro, una persona che ti vuol bene? E’ giusto ribellarsi, è giusto dire sì alla natura, che ti metteva in cuore quel desiderio di essere madre, per avere qualcuno da stringerti al seno, da cui ricevere del bene.

La storia finisce come doveva finire: vincono i grandi, vince il senso dei più, quello più comodo. Il giudice non ha fatto a tempo a prendere il caso in mano, ad affidare Sara, sempre troppo tardi, a una famiglia generosa, con un papà e una mamma che l’accompagnassero, la aiutassero a crescere, lei e il suo bambino. I genitori biologici (perché si è padre e madre quando si educa e si ama), l’hanno convinta, dicono, e hanno risolto la cosa in famiglia. Non sappiamo se con un’altra pillola o con un intervento, un’anestesia totale che evitasse a Sara di vedersi perdere il bambino nel sangue. Si sono tolti un bel problema: dopo il temporaneo accordo che li ha riuniti pe far abortire la figlia, possono riprendere ad odiarsi in pace, a vivere infelici e contenti. “Nessuna imposizione, vittoria della ragionevolezza”, hanno detto. Come no.

Quanto è abusato questo termine, ragione. Pensare che si erge a suo strenuo difensore uno che tiene cattedra e scrive libri, che pontifica dalle platee televisive, un matematico, tal Piergiorgio Odifreddi. Ha titolo per infilarsi in una storia così drammatica, così delicata? Repubblica questo titolo glielo dà. Repubblica, questa agorà di sobri dibattiti, questo faro di intelligenti nell’oscurantismo becero del paese berlusconizzato. E così leggiamo che “chi nasce ha il diritto al benessere, all’autorealizzazione”. Un diciottenne albanese non può garantirla. Magari fosse stato iscritto alla Bocconi, chissà. “In mancanza di adeguate prospettive i tribunali dovrebbero intervenire per impedire la procreazione… Uno Stato degno di questo nome dovrebbe vigilare perché essa sia responsabile, o imporre la cessazione della gravidanza”.

Chiaro, semplice. Dunque: nella pianificazione necessaria dello Stato facciamo fuori i bambini che nascerebbero poveri: quelli che potrebbero nascere “diversi”, ammalati, o che potrebbero diventarlo, c’è l’analisi del dna a garanzia; quelli brutti, quelli maschi e/o femmine, a seconda di quanto serva, in Corea e in Cina ci riescono benissimo (gay, zingari? Per ora no, non sta bene, sono categorie protette. Ma si sa mai…) Si chiama eugenetica. La praticavano i geniali aguzzini di Hitler, tanti anni fa. Erano dei geni, qualcuno anche scienziato. La ragione la usavano benissimo.



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COMMENTI
13/12/2011 - pregiudizio (Nicoletta Cosner)

Non so come mai la ragazza abbia finito per abortire. Certo possono averla convinta i genitori. Ci piace immaginare che lei abbia lottato e si sia opposta fin quando ha potuto. La verità è che avere un figlio fa paura anche a donne molto più mature di Sara. Può anche darsi che alla fine abbia solo temuto di non essere all'altezza, di dover rinunciare a troppe cose, di assumersi una responsabilità troppo grande. I suoi genitori sono inqualificabili solo per averle suggerito l'aborto, non voglio neanche commentare il tentativo di costringerla. Vale la pena dire una volta di più che l'aborto è un opzione da non criminalizzare, quando non viene imposto. Certo che non lo suggerirei come una scelta preferenziale a mia figlia. Non sopporto il pregiudizio evidente trovato in articoli che trattavano la notizia nei giorni scorsi. Il voler specificare che il ragazzo viene dall'Albania e che quindi non sia un "buon partito" già solo per questo. Ha precedenti di piccola criminalità, è violento, questo lo rende poco amabile. Da dove viene? Chissene. Può cambiare? Speriamo. Mio marito è meraviglioso. Basta fare l'occhiolino a pregiudizio e razzismo.

 
12/12/2011 - Aborto (claudia mazzola)

Al di là di tutto e di tutti c'è una creatura di mezzo che vuole nascere, il resto è vano.