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SANTA LUCIA/ Quella "rete" di incontri che unisce Padova all’Africa

Pubblicazione:martedì 13 dicembre 2011

Graziano Debellini introduce la Cena di Santa Lucia Graziano Debellini introduce la Cena di Santa Lucia

Anche padre Teklè Mekonnen e monsignor Silvano Tomasi, rispettivamente rettore dell’Università cattolica di Addis Abeba e Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu a Ginevra, raccontano storie in cui il fattore umano si rivela la chiave dello sviluppo. In questo caso la carta vincente è l’educazione, attraverso la nuova università che sta muovendo i primi passi con il convinto sostegno del governo etiope. Rappresenterà una grande opportunità per tutto il Paese, formando la nuova classe dirigente di Addis Abeba, città strategica, la “Bruxelles dell’Africa” la definisce monsignore.

«I progetti nascono dagli incontri, non viceversa», è l’epigrammatica sintesi di Debellini. Ma anche Alberto Piatti, segretario generale della Fondazione Avsi, conferma. Raccontando ad esempio la storia di Deogratias, il maestro che in Kenya sta educando una generazione di ragazzi che non ha visto nulla al di fuori del gigantesco campo profughi di Daabab. Ma è questo il segreto della storia stessa di Lucia, la santa a cui è intitolata la serata. Una vicenda che illumina le ragioni profonde di questa singolare cena. Parola del presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini, da dieci anni ospite fisso della manifestazione. «Martire cristiana del III secolo, ricca di famiglia, donò tutto ai poveri dopo aver incontrato Cristo», racconta. Una storia esemplare. Ma Lucia, così come padre Kolbe o madre Teresa, non sono solo esempi di bontà, ma di una cultura nuova che ha molto da dire anche sull’attuale periodo di crisi. «È ormai decaduta l’idea che dall’egoismo del singolo nasca il bene della società, la crisi ne è la prova più evidente. L’uomo è gratuità, è condivisione, è rapporto. Quello che impariamo questa sera può diventare un modo diverso per trattare la famiglia e l’azienda, creando i presupposti per un’economia e una socialità nuove, non solo un’opera di bene per lavarci la coscienza una volta all’anno».

L’appuntamento non è all’anno prossimo, garantiscono i 50 componenti del comitato promotore sul palco per i saluti finali. Da domani si ricomincia a lavorare insieme. E già questa sera santa Lucia ha portato un nuovo dono: l’alleanza tra la Cena e Run for Children, una Onlus che ha già fatto entrare per due volte Padova nei Guinness World Records per aiutare l’Istituto di ricerca pediatrica “Città della Speranza”. Nel prossimo giugno i record da battere saranno due: su pista e in vasca. E i proventi saranno devoluti in parte agli obiettivi dell’Associazione Santa Lucia.

(Eugenio Andreatta)



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