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NATALE/ Come non sfigurare negli auguri per le feste?

Pubblicazione:lunedì 19 dicembre 2011

La copertina del libro L'Angelo dello Shaker La copertina del libro L'Angelo dello Shaker

Angelo Zola, il fondatore dell'Associazione Internazionale dei Barman, quando arrivava Natale scriveva all'incirca 10mila biglietti di auguri, a sue spese, indirizzati ai clienti che erano transitati dall'hotel Principe e Savoia di Milano, dove lui aveva codificato una professione. Questo succedeva nell'immediato Dopoguerra, periodo quanto mai legato a momenti di povertà. Tuttavia la forza delle relazioni lo portò a creare la prima grande associazione legata al buon vivere, sotto lo slogan che “bere moderato è bere miscelato”. Su questo personaggio straordinario, aiutati dal figlio Peppino, abbiamo scritto un libro, alcuni anni fa, dal titolo l'Angelo dello Shaker (in copertina) dove  vengono riportate non solo le ricette dei suoi cocktail (abbiamo trovato nella sua casa di Viverone, in soffitta, il suo quaderno di appunti, esattamente il giorno prima di andare in stampa), ma anche una filosofia di vita. E la sua filosofia era quella del gusto, a 360°, dello stile, che è un elemento di cui oggi si sente un grande bisogno.

Sul tema degli auguri, per esempio, ogni anno è il solito tormentone: pochissimi solo quelli sentiti, diretti davvero a te. Nella classifica dei peggiori metterei al primo posto gli auguri via mail con un pdf pesante che riporta un'immagine: una maniera sbrigativa per farsi presenti in modo cafone. A pari merito quelli che ti dicono che ti faranno il regalo, devolvendolo però all'associazione tal dei tali (che in gergo si dice fare lo splendido con le risorse degli altri). Ci sono poi i biglietti di coloro che ricambiano i tuoi auguri, magari personalizzati, con tanto di dono, inviandoti un semplice scarabocchio su un biglietto. Come a dire: è stato quasi un fastidio aprire il tuo pacco. In alto alla categoria degli auguri da evitare ci sono poi gli sms seriali, ai quali se per caso rispondi fai quasi un dispetto. Detto questo, abbiamo chiesto a Barbara Ronchi della Rocca, maestra di bon ton, di dirci come comportarci. Lo ha scritto su Adesso, il libro per la famiglia, nella pagina di dicembre.

“Consigli per non scadere nella banalità e nel cattivo gusto del rito degli auguri natalizi. Anzitutto il biglietto scritto a mano: è il modo migliore per far sentire una persona importante (ottima soluzione per il datore di lavoro, ma con calligrafia leggibile!); i messaggi sul cellulare, invece, vanno bene per chi non ha superato i vent’anni, a patto, però, di non cadere in orribili abbreviazioni.


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