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IL CASO/ A Cinecittà nascono i "consultori" dell'aborto, ma non è un film

Pubblicazione:venerdì 2 dicembre 2011 - Ultimo aggiornamento:venerdì 2 dicembre 2011, 10.18

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C’è da spiegare a giovani inesperti e resi poco esperti dalla società mediatica come utilizzare gli anticoncezionali, come muoversi quando si decide di abortire, le ampie maglie di una legge, le scorciatoie della pillola del giorno dopo, della pillola abortiva. Informazioni essenziali, per evitare i due grandi pericoli che si corrono a fare all’amore: malattie  e gravidanze. Temiamo che a questo si riducano le informazioni sull’affettività. Se si trattasse invece di un cammino educativo, che contempli ragione, rispetto del proprio corpo e del corpo altrui, senza nascondere salutari rinunce e decisioni controcorrente; se si trattasse di spiegare alle persone quanto valgono e quanto sono in grado di operare, magari mettendosi insieme; di accompagnare in un’amicizia con guide autorevoli ed esperte le difficoltà di chi si sente solo, emarginato, diverso, chi non trova lavoro, chi ha bisogno di una casa, di un sostegno, di aiuto allo studio… allora l’iniziativa del municipio di Cinecittà sarebbe un modello da seguire. A ruota di tanti modelli, purtroppo senza comunicati stampa, che offrono questi servizi in tante realtà associative, in tante parrocchie di Roma e dell’intero Paese.



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