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EUTANASIA/ D'Agostino: si usa il caso Welby per "imporre" la morte assistita

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Quale?
La fiducia nella medicina, perché la medicina se in alcuni casi contro le indicazioni dei medici può creare condizioni umanamente difficilissime, come i casi di Welby o Eluana, nella stragrande maggioranza dei casi è amica dei malati, è amica degli anziani e ci aiuta ad avere una qualità di vita che fino a qualche decennio fa era impensabile.
Senza contare che in questa battaglia si è passati ormai a sostenere anche l'idea di suicidio assistito in casi di depressione mentale.
Il caso di Lucio Magri è un caso che è stato presentato malissimo dalla stampa  perché Magri era un uomo colpito da depressione psicologica, ma non aveva alcuna patologia fisica attiva. Una adeguata terapia psicologica avrebbe potuto togliere a Magri ogni desiderio suicidario. Quindi il problema di Magri  non era aiutarlo ammonire ma aiutarlo a curarsi, e se c'è una cosa interessante è che oggi la psichiatria ha oggi a disposizione farmaci oggettivamente banali che sconfiggono la propensione al suicidio nei depressi. Il fatto è che non vogliamo riconoscere che la malattia psichiatrica è altrettanto pericolosa quanto la malattia fisica e che la depressione senile è una autentica malattia, non è un destino ineluttabile.
Si vuole cioè cancellare il concetto stesso di malattia e di possibilità di curarsi.
Magri che ovviamente apparteneva a un ceto sociale di adeguata formazione non è stato raggiunto da nessuno dei suoi amici e familiari da una pressante insistenza che si facesse curare:  questo è il vero scandalo della vicenda, non è stato sottoposto alle banali terapie oggi disponibili. La sua morte più che imputabile a una sua libera scelta va considerata l'effetto di una malattia non curata

(Paolo Vites)



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