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IL CASO/ 1. Lei musulmana, lui cristiano: quell’amore "proibito" finito davanti al pm

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Nel pensiero islamico sono presenti degli elementi di riconoscimento dell’altro, ma in questo momento non sono fatti valere. Ciò su cui si insiste, al contrario, è l’istanza di separazione e di condanna. Il problema che mi preoccupa di più è il fatto che ad andarci di mezzo siano persone concrete, ragazzi e soprattutto ragazze. Dopo essere state portate in Italia come dei “pacchi”, giungono qui e trovano un mondo diverso, trovandosi a vivere un dramma infinito.

 

E’ vero che gli immigrati sono gli strati di solito meno colti dei popoli da cui provengono?

 

Su questo starei attento, perché noi in realtà conosciamo molto spesso l’universo musulmano attraverso fatti di cronaca come quello di Venezia. Finiamo quindi per leggerlo attraverso dei fenomeni di scontri o di devianze perché sono quelli che fanno più rumore. Mentre non sappiamo nulla degli immigrati che si integrano, perché non fanno notizia e quindi nei loro confronti ci vorrebbe uno strumento di analisi completamente diverso. Quello che noi finiamo per conoscere è l’Islam peggiore, e così leggiamo dai giornali dell’immigrato che vuole accoltellare la figlia, e non sappiamo nulla dei 1.500 che cercano dei percorsi di convivenza e ricomposizione. E’ un mondo che esiste ma non emerge, in parte perché queste persone non vogliono apparire e in parte perché noi viviamo di ciò che ci arriva dai mezzi di comunicazione di massa.

 

(Pietro Vernizzi)

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