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Cronaca

PROTESI PIP/ Silicone killer, allarme in tutto il mondo. Di cosa si tratta

Paura nel mondo per le protesi al silicone della ditta francese Pip. La Francia ordina di toglierle a 30mila donne. Una era morta per un tumore di forma rara il mese scorso

Le protesi PipLe protesi Pip

E' allarme per le protesi Pip al seno, un allarme a livello mondiale. Prodotte in Francia, per l'80% vengono esportate in moltissimi Paesi di tutoli mondo, ad esempio Gran Bretagna, Spagna, Brasile, Argentina, Cile, Colombia e Venezuela. In Italia le donne che ne fanno uso potrebbero essere ben cinquemila. Il rischio che corrono le tantissime donne che hanno fatto uso di tali protesi è infatti quello di ammalarsi di tumore. Al momento c'è ancora parecchia confusione sul caso: le autorità britanniche ad esempio hanno invitato le donne che se le sono fatte impiantare a non farsi operare per toglierle: il rischio cancro non sarebbe stato dimostrato, almeno per il momento. Nel Regno Unito le donne che ne fanno uso sono ben 40mila. Altri Paesi stanno prendendo provvedimenti diversi:  il Brasile ad esempio ne ha vietato l'importazione sin dal 2010, mentre negli Stati Uniti, dove comunque non sembra siano state esportate, la commissione sanitaria apposita sostiene non sia stata provata la dannosità del prodotto. Tutto è nato da quando in Francia si è verificato un tasso di rottura delle protesi Pip superiore alla media mentre il mese scorso una donna è morta dopo essersi ammalata di tumore, una forma rara che sarebbe anche l'ottavo caso del genere. Rompendosi la protesi, infatti, il silicone andrebbe in circolo nell'organismo provocando il tumore. Anche se delle 30mila donne francesi che adoperano queste protesi, circa mille hanno subito la rottura senza almeno al momento aver subito danni. Al momento la Francia avrebbe comunque ordinato a tute le donne che ne fanno uso di farsele espiantare. Ma cosa sono le protesi Pip? Il loro problema principale consisterebbe nel fatto che sono prodotte con un gel non conforme: come ha fatto notare il ministero della sanità italiano, il loro basso costo avrebbe dovuto far nascere qualche sospetto. Si tratterebbe di un gel al silicone di tipo industriale differente da quello che ha invece il certificato necessario per vendere le protesi nell'Unione europea. In Italia sarebbero una minoranza rispetto a quelle che usano le donne. Come ha fatto notare qualche esperto, c'è una differenza dal punto di vista dell'impianto proteico e da quello organico e anche il tipo di impianto effettuato presenta differenze. Quando si è davanti a un caso di mastectomia (cioè quando la mammella viene esportata per un caso di malattia come un tumore al seno) il silicone sostituisce la maggior parte del tessuto muscolare e adiposo. Dunque il corpo umano è molto esposto a infiltrazione di silicone: le operazioni di impianto di protesi al silicone richiedono dunque alta sicurezza in casi come questi.