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PENSIERI DI NATALE/ Riconoscere un Bel Giorno per soddisfare la sete di felicità

Pubblicazione:venerdì 23 dicembre 2011

La vignetta di Guido Clericetti La vignetta di Guido Clericetti

E che dire della donna bosniaca delle pulizie del condominio, ormai più italiana di me, che mi chiede se le tengo da parte i tappi di plastica delle bottiglie di acqua minerale perché le hanno detto che, venduti, servono per attrezzare un orfanotrofio in Bosnia, la terra da cui viene e che tiene nel cuore.”

Il pezzo è molto più ampio e chiedo scusa a Pierluigi Magnaschi se gliel'ho “periscopizzato” (il periscopio è una rubrica di Italia Oggi dove lui mette alcune frasi che lo hanno colpito, e magari, come ha fatto con un mio scritto in questi giorni, lo pubblica a puntate), però ha colpito il mio Dna, il mio sogno, il ceppo su cui sono stato educato.

Oggi non ho parlato di ricette, di vini, di cose buone. Ma ho parlato di quanto possa essere vero un Bel Giorno, dove a un tratto ricominci a riconoscere: dalla stella del mattino a un finocchio croccante. Riconoscere che tutto esiste per rispondere a una sete che abbiamo dentro fin da bambini. Che è quella della felicità. Bisogna solo mettere a posto qualcosa, perché gli occhi sono ancora appannati. Ma in quel bicchiere di vino e in quel piatto che qualcuno ha pensato per te, in questi giorni, se guardi bene, risplende la medesima luce della stella del mattino. Auguri amici!

P.s. La vignetta di Guido Clericetti è quella di gennaio 2012, che apre il mese sul mio libro Adesso e sopra c'è una frase di Madre Teresa di Calcutta che dice: “Dietro ogni traguardo c'è una nuova partenza. Dietro ogni risultato c'è un'altra sfida. Finché sei vivo, sentiti vivo. Vai avanti, anche quando tutti si aspettano che lasci perdere.”



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