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AUGURI DI NATALE 2011/ La nostra "lista": buone feste!

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Domenico Ghirlandaio, Adorazione dei pastori, 1485, particolare (imaagine d'archivio)  Domenico Ghirlandaio, Adorazione dei pastori, 1485, particolare (imaagine d'archivio)

AUGURI DI NATALE 2011: BUONE FESTE - L’avvenimento più importante – assieme alla Resurrezione - della Storia cristiana o, per chi non è credente, un periodo di festa; l’origine del quale, resta pur sempre, quell’avvenimento. Qualunque sia il punto di vista dal quale lo si intenda, Natale, i giorni e venire e quelli a seguire, portano con sé un’aspettativa che non si riscontra in alcun giorno dell’anno. Per i cristiani è il tempo della memoria, l’attesa che introduce al Mistero intravisto; per i non, un periodo connotato da speranza e domanda: che le cose l’anno prossimo vadano meglio, di aver più serenità ed esser felici. E’ per questo, in fondo, che si fanno gli auguri. Noi de ilSussidiario.net, abbiam voluto farli ad alcuni in particolare. Non se abbia a male, chi non rientrerà in questa lista….

A tutti i nostri lettori, anzitutto: abbiamo scelto – auspicandoci che per voi possa essere altrettanto - le parole dello scrittore natalizio per eccellenza, Charles Dickens: «Onorerò il Natale nel mio cuore e cercherò di tenerlo con me tutto l’anno».

A tutti gli italiani: quest’anno sarà ricordato, tra le altre cose, per i grandi sacrifici che la crisi ci ha imposto, e per quelli che il nuovo governo ci sta chiedendo per uscire dalla crisi. Le parole di Gianni Rodari, ci sembrano le più appropriate per viverli nella giusta prospettiva: «Se ci diamo una mano, i miracoli si faranno e il giorno di Natale durerà tutti i giorni».

Ai militari impegnati nelle nostre missioni all’estero che passeranno il Natale lontano da caso, l’augurio è che «la pace verrà sulla terra per rimanere, quando vivremo il Natale ogni giorno» (Helen Steiner Rice).

Ai nostri nonni, e a tutti gli anziani in generale, specie quelli che, quest’anno, passeranno il Natale da soli; a voi tutti, Giovanni Paolo II, ricordava: «Cari amici anziani, ogni momento dell'esistenza è un dono di Dio».

Ai tanti cristiani che hanno smarrito il significato del Natale, che ne limitato il significato ad un vago sentimento di bontà da manifestarsi nel corso di tutto l’anno; eh no, il 25 dicembre, è un'altra cosa; diceva, Samuel Johnson: «La Chiesa non osserva superstiziosamente i giorni, semplicemente in quanto giorni, bensì in quanto memoriali di fatti importanti. Il Natale potrebbe essere celebrato tanto in un giorno dell'anno quanto in un altro, ma dovrebbe esserci un giorno stabilito che commemori la nascita del nostro Salvatore perché c'è il pericolo che ciò che può essere fatto in un giorno qualsiasi, venga trascurato».

Ai poveri, agli emarginati e, in questo particolare frangente, agli alluvionati; vorremmo dirvi parole di speranza, spiegarvi perché anche nel dramma più nero, questo giorno ricorda che la realtà è cosa buona. Ma non essendone capaci, rischieremmo di annoiarvi e di incupirvi; e allora, preferiamo augurarvi un buon Natale facendovi sorridere: «Eravamo così poveri che a Natale il mio vecchio usciva di casa, sparava un colpo di pistola in aria, poi rientrava in casa e diceva: spiacente ma Babbo Natale si è suicidato», (Jake LaMotta).


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