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Cronaca

GIORGIO BOCCA/ Brambilla: vi racconto la fede di quell’"eretico" di sinistra

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Pur non essendo mai diventato credente, riconosceva due cose: anzitutto, che la Chiesa era un’istituzione più credibile di tutte quelle in cui si era imbattuto sino ad allora. Se era resistita per 2000 anni, doveva per forza essere fondata su qualcosa di serio. Inoltre, da uomo di sinistra che aveva combattuto tante battaglie per i poveri e gli emarginati, riconobbe che la Chiesa, su questi temi, era quella che aveva dato di più. Si rendeva conto, infine, del fatto che il cristianesimo conferisce un senso all’esistenza che, altrimenti, sfuggirebbe.  

Che fosse di sinistra è noto; crede, tuttavia, che fosse inquadrabile in qualche partito?

No, era un battitore libero. Di certo, proveniva dal mondo della sinistra, ed era stato partigiano. Tuttavia, non fu mai organico ad alcuna formazione.

Lei come lo definirebbe?

Era uno di quei giornalisti che interpretò il suo mestiere non solo come strumento per fornire delle informazioni, ma anche per migliorare la società. Lo faceva, quindi, con passione e impegno. Era uno di quei giornalisti, per l’appunto, impegnati e viveva la sua professione con grande passione civile.

Cosa ne pensa del fatto che lavorò per Berlusconi?

Che sarebbe ingeneroso nei suoi confronti ricordarlo per questo; del resto, Berlusconi non era ancora entrato in politica. Non appena si rese conto della sua differenza antropologica con Berlusconi e con il berlusconismo, decise di lasciarlo. 

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