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Cronaca

ISTAT/ Entro il 2065, Paese sempre più vecchio. Triplicano gli stranieri

Non è per niente rassicurante la fotografia scattata dall’Istat all’Italia futura. Dove ci saranno sempre meno italiani, e sempre più anziani. L’età media nel 2059 sarà di 49,8 anni

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Non è per niente rassicurante la fotografia scattata dall’Istat all’Italia futura. Dove ci saranno sempre meno italiani, e sempre più anziani. Anzitutto, l’età media nel 2059 sarà di 49,8 anni. Secondo lo studio sul futuro demografico del paese si tratta di un significativo incremento, se si considera che, ad oggi, l’età media è di 43,5 anni. Pare che, in seguito a tale incremento, si concluderà il processo di invecchiamento della popolazione, con l’età media che si sarà stabilizzata sui 49,7. Si determinerà, inoltre, un drastico incremento del numero di over 65 sul numero totale di cittadini. Nei prossimi trent’anni, infatti, passeranno dal 20,3 per cento attuale al 32 per cento del 2043 fino a raggiungere la percentuale massima del 33,2 per cento nel 2056. Contestualmente, la popolazione giovane e giovanissima, fino ai 14 anni di età, che attualmente corrisponde al 14 per cento del totale dei cittadini, subirà un notevole calo, continuando a decrescere, sino a giungere ai minimi livelli del 2037, quando i ragazzini non saranno più del 12,4 per cento della popolazione.

Poi, ci sarà un lievissimo rialzo, sino al 12,7 per cento - percentuale che rappresenta l’assestamento - nel 2065. Tuttavia, rispetto a quest’ultima cifra il margine di incertezza è tale che si può ritenere un’oscillazione del dato compresa tra l’11 e il 14 per cento. Tra le prospettive maggiormente preoccupanti vi sono quelle relativa agli italiani che in futuro saranno in età lavorativa, e quindi in grado di contribuire alla sostenibilità del sistema-Italia nel suo complesso. Parliamo di cittadini di età compresa tra i 15 e i 64 anni, che passeranno dal 65,7 per cento di adesso, al 62,8 per cento del 2026. Questo, per quanto riguarda il breve termine. Sul lungo, le stime sono ancora più negative. Infatti, nel 2056, solo il 54,3 per cento della popolazione sarà in grado di lavorare. Nel 2065, infine, si sarà determinato un lieve incremento, con la percentuale che si sarà attestata sul 54,7; il margine di errore contemplerà un’oscillazione compresa tra il 53,8 ed il 55,8 per cento. Il numero totale relativo alla popolazione sarà, invece, nel 2065 pari a 61,3 milioni, dopo il culmine dei 63,9 milioni del 2042.