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J'ACCUSE/ Consumi in calo? Attenti ai "gufi" dei cenoni meno ricchi

Renzo e Roberto Cimberio Renzo e Roberto Cimberio

Oggi mi è giunta la sua lettera di auguri che riserva agli amici e che mi ha reso onore. Una lunga lettera, dove non si lamenta, ma dice che ha iniziato a fare il running, al mattino presto. E da qui ha preso in prestito la metafora: “A me fare fatica piace – scrive –. Anzi, ritengo che fare fatica nella vita sia un dovere per tutti, sia una condizione necessaria per un'esistenza senza rimpianti. Nei mesi passati ho fatto fatica ma poi, proprio come mi succede quando rientro dopo una corsa sfiancante, mi sono sentito più forte di prima. E allora questa lettera, oltre a essere un momento nel quale ricordare tutte quelle persone che mi affiancano o mi hanno affiancato per qualche tratto di strada nel mio 'viaggio', vuole essere anche un augurio che queste feste vi diano la forza di affrontare i chilometri che verranno, le salite e i momenti di crisi. Perché nessuno può permettersi di smettere di correre, non ora. Vi auguro e mi auguro che in questi giorni di serenità con i vostri cari e con le vostre famiglie, si trovi il modo di immaginare e visualizzare nuovi traguardi, nuove sfide, nuovi orizzonti. Perché un uomo senza desideri è un uomo morto. Vi auguro e mi auguro che possa essere un momento in cui fare il pieno di amicizia, calore, vicinanza, positività, semplicità. Perché ne avremo bisogno, poi.
Sapervi amici mi aiuta a correre ogni giorno un po' più forte. Roberto Cimberio”.

Beh,  è stata una bella sorpresa, tra la posta di oggi. Poi domani e dopodomani, sui giornali, ne leggeremo delle altre, ma sono certo che non saranno di questo tono. E il 30 si parlerà del cenone (anch'io ne parlerò) e posso già fare i pronostici dei titoli dei giornali: “Meno caviale a Champagne sulle tavole degli italiani”. Ma la vita, la vita che si anima ogni giorno, che è fatta di attese, persone, legami, progetti e rilanci, chi ce la racconta? Grazie Roberto!

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COMMENTI
28/12/2011 - La ricchezza del cuore spiazza il gufo (claudia mazzola)

Pranzo di Natale da mia sorella che ha grossi problemi economici, debiti, ed il marito muratore che non lavora da un anno. Ebbene la tavola era ricchissima di buon cibo, cucinato da lei per i suoi cari ed ha portato un sacco di bene.