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LETTERA/ Perché la burocrazia non mi concede la cittadinanza che mi spetta?

Pubblicazione:sabato 3 dicembre 2011 - Ultimo aggiornamento:sabato 3 dicembre 2011, 12.16

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Finita qui? Non proprio, perché in alcune Prefettura (Roma, tra tutte) e alcuni Consolati (in America quasi tutti, ma non solo) si pretende che la domanda venga presentata di persona previo appuntamento, “dimenticandosi” che la stessa può anche esser presentata via posta. Purtroppo, guarda un po’ la sfortuna!, il primo appuntamento disponibile a Filadelfia è per il 2014, a Roma fortunatamente “solo” tra 13 mesi. Alcuni uffici sono pronti a fare carte false pur di evitare che un immigrato sappia che può presentare la domanda via posta. Gli impiegati sanno infatti che una volta ricevuta la domanda (tic-tac tic-tac) parte il conteggio dei termini, 30 giorni per esprimere il parere, 730 per concludere la pratica, per cui comprimono (per omissione) illegittimamente i diritti di coloro che presentano la domanda, al fine di (poverini! poveri impiegati di prefetture e consolati!) contingentare l’afflusso di pratiche al proprio ufficio, e ridurre la mole di lavoro.

Sommiamo allora tutte queste tempistiche: 10 anni di residenza (ma forse qualcuno di più se qualche documento è andato perso nei primi momenti di immigrazione), 1 anno circa per raccogliere i documenti/aspettare l’appuntamento in Prefettura, 3 o 4 anni per la conclusione della pratica... Oddio! I figli di questo immigrato sono quasi maggiorenni! E se la cittadinanza italiana arriva quando qualcuno di loro ha passato la maggiore età, questa non si trasmette, e ciascuno dei figli maggiorenni dovrà andare incontro alla stessa trafila burocratica!

Dopo questa visita guidata nella realtà kafkiana di Prefetture e Consolati, capite come ogni politico che parla di cambiare la legge parla di un falso problema. O meglio: cerca di lucrare politicamente su un aspetto di fatto irrilevante. Qualsiasi sia la legge, salvo che si adotti uno ius soli radicale che sarebbe un unicum in Europa, se poi bisogna passare da queste forche caudine burocratiche, gli incentivi a che gli immigrati che ne hanno diritto chiedano la cittadinanza si azzerano. Continuano a crescere invece il senso di frustrazione verso uno Stato che mette l’autoreferenzialità ed il comodo al di sopra della legge, e l’accountability non sa neanche cosa sia.

(Amedeo Franchi)



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