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CAPODANNO/ Massobrio: alcuni consigli utili per un "cenone" indimenticabile

Pubblicazione:venerdì 30 dicembre 2011

Il cotechino, portata Il cotechino, portata "principe" del cenone di Capodanno

In questo caso lui ne sceglie di tre specie, perché danno una sensazione tattile diversa. Si cuociono per una ventina di minuti, con cipolle e alloro e vino bianco. Ma io consiglio di far trovare anche due insalate: un radicchio condito con buon olio, anche grigliato e una verza con le acciughe sciolte e un po’ di aceto. Il cotechino invece va messo a bagno con acqua, vino bianco, sedano, carote e cipolla. Dopo un’ora buttatelo in acqua bollente: la cottura deve essere lenta e può durare circa un’ora e mezza. C’è chi consiglia di aggiungere del Lambrusco a fine cottura, ma questo vino, soprattutto nella tipologia di Sorbara, tenetelo per l’abbinamento ideale. La grassezza del cotechino ha bisogno di un vino acidulo per pulire il palato. Se credete usate qui il brut o lo Champagne, meglio col cotechino che dopo il botto.

Il vino della mezzanotte, invece, può essere una bottiglia memorabile. Un passito, un vino di una certa età, oppure un rosso che riscalda ed è buono, mentre nel giardino si assiste ai fuochi che salutano il nuovo anno. Che dovrà essere scoppiettante, che è il contrario della rassegnazione. Auguri!



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