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Cronaca

ISTAT/ L'esperto: colpite soprattutto le famiglie numerose, da Monti nessun aiuto

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Questo significa che le politiche per i giovani in questa fascia di età sono meno efficaci in Italia e in Francia rispetto alla Germania, mentre in questi ultimi due Paesi c’è una maggiore tutela nei confronti dei minori, quindi per coloro con meno di 18 anni, e anche in questo caso è importante notare come il rischio povertà sia più alto tra i minori che non tra gli anziani. L’altro dato che credo sia molto importante è che, anche se è noto che la povertà colpisce soprattutto le famiglie numerose, nelle manovre fiscali finora introdotte dal governo non c’è nessuna misura che tenga conto del carico familiare, fatta eccezione per qualche debole annuncio. Se si vuole però davvero adottare delle misure di contrasto della povertà e di una più efficace redistribuzione bisogna considerare molto di più il carico familiare di quanto sia stato fatto fino ad ora». Il professor Rovati ci spiega poi che «si discute ancora molto del rapporto tra i più ricchi e i più poveri, e il dato importante è che il 20% più ricco ha il 37% del reddito, mentre il 20% più povero ha l’8%: significa quindi che c’è un rapporto interquintilico di circa 4 a 1, e l’Italia presenta una diseguaglianza superiore rispetto alla media, che significa appunto che la redistribuzione delle ricchezze attraverso il sistema di tassazione è meno efficace. Lo è soprattutto nel Sud e nelle isole, mentre al Centro e al Nord è leggermente al di sotto della media europea. Mi sembra che anche questo rapporto dia delle indicazioni importanti per pensare delle policy in materia di carico familiare, di rischio povertà delle famiglie più numerose e con figli minori. Infine anche per quanto riguarda i giovani i dati sono abbastanza preoccupanti e, dopo le famiglie con figli minori, le politiche per incentivare l’occupazione giovanile devono essere una priorità prima di altre che pure vanno inserite nell’agenda».

 

(Claudio Perlini)

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