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J’ACCUSE/ Bella (Confcommercio): consumi, quante balle sulle feste degli italiani

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Sì, tenendo in considerazione tutto quello che le ho detto, l’indicazione finale approssimativa considerava una contrazione dei consumi intorno all’1%. Realisticamente, io credo che la contrazione dei consumi possa essere compresa, tenendo conto dei vari comparti di spesa, tra l’1% e il 4%.

 

In genere quando si concentrano le spese per le feste di Natale e di Capodanno?

 

Quella che si deve ben esaminare è la seconda settimana di dicembre. Quello è uno “spaccato” significativo”. È in quel momento, in quel periodo, che si vede la disponibilità ad acquistare, a fare regali, insomma a consumare per prepararsi alle feste.

 

In base al sondaggio di fine novembre, quando già lo spread, la crisi economica e la successiva manovra del Governo, consigliavano di fare bene i conti nelle proprie tasche, che atteggiamento avevano gli italiani?

 

Sembravano certamente preoccupati, ma erano anche reattivi, per nulla rassegnati. Fatto che, per esperienza, ho rilevato anche in altre circostanze simili. È una caratteristica degli italiani quella di saper risparmiare al momento giusto, di usare la necessaria prudenza in alcune circostanze, di avere molto realismo e di sapersi adattare. Non ho trovato, in base al sondaggio di fine novembre, un popolo di “depressi”. Piuttosto di persone responsabili che sanno di attraversare un momento difficile, ma che ugualmente si adattano a festeggiare, magari in modo più sobrio, Natale e Capodanno.

 

Quindi nessun disastro annunciato o da annunciare?

 

No, quello che si dice in giro al momento è pura fantasia. È evidente che ci sia un trend decrescente per i consumi. Ma questa non è una scoperta di oggi.

 

(Gianluigi Da Rold)



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