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FESTA 17 MARZO/ Si lavora o non si lavora? La politica è divisa e il governo ancora non ha deciso

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Il logo della festa dell'Unità d'Italia  Il logo della festa dell'Unità d'Italia

"Sarò economicista - ha concluso - ma quest'anno 25 Aprile e Primo Maggio cadono rispettivamente il Lunedì dell'Angelo e di domenica: mi pare che si possa fare a meno di questa discussione e si possa dare un po' di riposo ai lavoratori che ne hanno bisogno, quei pochi che lavorano perché tanti sono in cassa integrazione". E i politici, che dicono?

LA POLITICA - I politici, ahinoi, litigano. I primi a scagliarsi contro la decisione di far festa il 17 marzo sono stati alcuni esponenti della Lega. Ufficialmente per gli stessi motivi della Marcegaglia, ma c'è chi sospetta che il vero motivo sia la loro antipatia per l'idea di unità d'Italia che ha sempre animato il pensiero della Lega, un tempo molto più di oggi, ma insomma… Per il ministro Calderoli fare festa sarebbe incostituzionale perché si violerebbe il parere della commissione bilancio sulla copertura economica. ''Come ho già spiegato nei giorni scorsi sono e resto contrario" ha detto Calderoli in un comunicato "al fatto che l'attribuzione delle caratteristiche di festività nazionale, conferita alla data del 17 di marzo, comporti la chiusura di molti uffici pubblici, per le ragioni che ho già spiegato ovvero che in un periodo di crisi come quello attuale non mi pare opportuno caricarsi dei costi di una giornata festiva che avrebbe sicuramente ricadute sul settore privato, oltre alle possibilità di estendersi a un 'ponte' che si verrebbero a creare conseguentemente''.

Ha poi aggiunto il ministro: ''E ribadisco che un evento significativo quale il 150esimo dell'Unità d'Italia può essere celebrato degnamente lavorando o andando a scuola e non restando a casa. A riguardo, comunque, ritengo sia utile che tutti vadano a leggersi il parere espresso in proposito dalla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati in relazione alla conversione del decreto legge n.64 del 2010, dove si esprime parere favorevole ma con un'unica osservazione dove è scritto: ''Si valuti l'opportunità di precisare che la festa nazionale per la celebrazione del 150esimo anniversario della proclamazione dell'Unità d'Italia non determina gli effetti civili di cui alla legge n 260 del 1949 e che di ciò occorre tenere conto in sede di adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 3 dell'articolo 7 bis'''.

''Pertanto - conclude il ministro Calderoli-, alla luce del parere espresso dalla commissione Bilancio di Montecitorio e della relativa unica osservazione fornita, nonché della relazione tecnica predisposta dalla Ragioneria Generale dello Stato è evidente che il 17 di marzo andiamo tutti a lavorare oppure la legge in oggetto è priva di copertura ed è quindi incostituzionale''.

 



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