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J’ACCUSE/ Binetti: caro Veronesi, non esiste il “dovere morale” di uccidere gli embrioni

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Di diversa opinione è invece Umberto Veronesi, che vorrebbe archiviare definitivamente gli esperimenti fatti col metodo Yamanaka e passare subito all’utilizzazione degli embrioni congelati, per farne dei donatori di cellule embrionali già pronte per l’uso, praticamente a costo zero. Ne fa addirittura una questione morale, dicendo: “Capisco le ragioni di chi difende la ‘sacralità dell’embrione’ e in nome di essa invoca restrizioni sulla ricerca delle staminali embrionali, ma ripeto: esiste un’opportunità scientifica irrinunciabile, che è rappresentata dagli embrioni sovra-numerari. Penso sia un dovere morale utilizzarli per la ricerca: non si viola nessuna etica e si aiuta la scienza a esplorare le potenzialità delle cellule staminali embrionali, che rappresentano la più grande promessa della medicina del ventunesimo secolo”.

 

Ma anche il ragionamento di Veronesi va a una velocità eccessiva e non tiene adeguatamente conto di alcuni passaggi intermedi che sono essenziali sia sotto il profilo etico che sotto il profilo scientifico. E su questi vale la pena soffermarsi, sia pure rapidamente. Veronesi afferma di capire le ragioni di chi difende la sacralità dell’embrione: ciò può significare solo una cosa, che Veronesi ha finalmente accettato che l’embrione è uno di noi, nell’assoluta consapevolezza che ognuno di noi è stato un embrione e quindi che all’embrione si deve il rispetto che merita ogni vita umana, anche nelle sue fasi iniziali.

 

Veronesi afferma di capire che c’è un nesso logico, e perciò stesso anche morale, tra la sacralità dell’embrione e le restrizioni nella ricerca sulle staminali embrionali. E non potrebbe che essere così, dal momento che la ricerca ha senso solo in quanto servizio all’uomo e non ne avrebbe affatto se si servisse dell’uomo, per scopi diversi da quelli che definiscono il suo bene. Non un bene generico per l’umanità, ma un bene concreto per quella vita umana, per quel soggetto che presto o tardi diventerà adulto, se non gli opporremo troppi ostacoli.

 

Veronesi, però, afferma che esiste un’opportunità scientifica irrinunciabile, rappresentata dagli embrioni sovra-numerari. Sembra quasi che parlando degli embrioni congelati dimentichi del tutto la sacralità dell’embrione, che poche righe prima aveva affermato di ben comprendere e in nome della quale aveva accettato perfino delle restrizioni alla ricerca scientifica. Lo stato di congelamento dell’embrione sembra a questo punto aver congelato anche la valutazione etica del valore della vita e della ricerca, come se avesse sospeso entrambe e le avesse rese irrilevanti. Ma non è così: entrambe continuano a sussistere esattamente come ha affermato lo stesso Veronesi. L’opportunità scientifica irrinunciabile di cui lui parla andrà cercata altrove e non a spese di vite umane congelate, anche perché recentemente abbiamo avuto la prova provata che l’impianto di uno di questi embrioni a distanza di oltre dieci anni ha consentito la nascita di un bambino perfettamente normale.

 

È facile ricordare questo episodio perché si trattava del “gemello” di un bambino nato dieci anni prima. In quell’occasione i genitori decisero che uno solo degli embrioni con la Procreazione medicalmente assistita venisse impiantato, facendo congelare gli altri. A distanza di una decina d’anni è nato quel fratello gemello, da cui lo separavano per l’appunto dieci anni di vita. E questo conferma un altro dato: quegli embrioni non sono affatto abbandonati. Per ognuno di loro ci sono un padre e una madre, che potrebbero reclamarli in qualsiasi momento.



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COMMENTI
17/02/2011 - bravissima ! (attilio sangiani)

La tua competenza scientifica sovrasta quella di Veronesi,non solo in campo etico ed in campo "logico". Veronesi si contraddice davvero a distanza di poche righe e scopre la propria ipocrisia sofistica : concede alla "sacralità della vita dell'embrione " ,con toni sottilmente ironici,per ingannare chi ci crede davvero,e far passare poi il suo piatto materialismo. Finchè la sinistra di Bersani e Vendola avrà maestri come lui,ex ministro della salute,con Prodi(cattolico "adulto"), Berlusconi,al confronto,sarà un "santo",anche se lui stesso si è riconosciuto peccatore ( nella vita privata...) .Cordialmente