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Cronaca

SANTO DEL GIORNO/ 2 febbraio 2011: festa della Presentazione del Signore

Giotto, Cappella degli Scrovegni, Presentazione di Gesù al tempio (1303-1305)Giotto, Cappella degli Scrovegni, Presentazione di Gesù al tempio (1303-1305)

Ma il Vangelo e sulle sue orme la liturgia della Chiesa raggiungono il vertice di questo episodio che sembra riversare tutta l’attesa dell’Antico Testamento nella gioia del Nuovo. Luca  riferisce le parole di Simeone:
Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele.

Alla sera della vita l’accento è posto sulla luce e la Chiesa riprende questo contrasto nella preghiera di Compieta, facendo propria la gratitudine per i benefici ricevuti durante il giorno.

Più in ombra nell’espressione artistica è la figura di Anna, la profetessa figlia di Fanuele. Il Vangelo offre però molti particolari su di lei: era vedova, aveva vissuto con il marito sette anni e al momento della nascita di Gesù ne aveva ottantaquattro. I numeri potrebbero avere anche un valore simbolico: il sette è il segno della pienezza, moltiplicato per dodici, il numero delle tribù di Israele, dà come risultato ottantaquattro. Luca aggiunge, descrivendo la sua vita “non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme”.
E così questa donna anziana, come il vecchio Simeone, indica la bellezza dell’età avanzata, quando tutta la vita è stata una sola lunga attesa, che ora si compie nell’abbraccio di un bambino.

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