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Cronaca

LA REPLICA/ Binetti: l’unico "accanimento" è quello di Rodotà contro la tutela della vita

Si riaccende il dibattito sul testamento biologico (Imagoeconomica)Si riaccende il dibattito sul testamento biologico (Imagoeconomica)

Rodotà giustamente si sofferma sull’essenzialità del consenso umano, riaffermata anche nella Carta dei Diritti fondamentali dell’uomo, dove dignità umana e consenso informato sono strettamente collegati. Le ideologie del Novecento, tutte, nessuna esclusa ciò che hanno più violentemente negato è stata proprio la dignità della persona umana, privandola della libertà necessaria per dare il proprio consenso agli interventi terapeutici che tanto da vicina la toccavano.

Ma ciò che sorprende in queste culture malate è la profonda corruzione di quel rapporto di alleanza terapeutica che fin dai tempi di Ippocrate si è sempre stabilito tra medico e paziente. I medici nazisti, e non solo loro, nei campi di concentramento, non solo non chiedevano nessun tipo di consenso al malato, non solo non gli fornivano nessun tipo di informazione, ma agivano in grave ed evidente contraddizione con il bene della sua salute e della sua vita.

Quella classe di medici, ideologicamente deviati, è colpevole di crimini nei confronti di tutta l’umanità, proprio perché ha allungato l’ombra del sospetto su tutto l’agire medico, capovolgendo pesantemente il paradigma dell’arte medica. Ciò che definisce in profondità l’identità del medico, ciò che ne scolpisce in modo inequivocabile il suo profilo professionale, è la relazione di aiuto competente. È proprio del medico la capacità e la volontà di curare, di alleviare sempre dolori e sofferenze, e anche quando non riesce a guarire il paziente c’è sempre la possibilità di migliorarne la qualità di vita, di rendere più accettabile il dolore, di mitigare il senso della sofferenza, di non farlo sentire solo né tanto meno abbandonato.

La nostra Costituzione, scritta oltre 60 anni fa, proprio a ridosso della fine della guerra, quando era ben chiara nella memoria e nell’orrore di tutti di cosa si fosse macchiata la non-medicina nazista, ha voluto ribadire il valore del coinvolgimento del paziente nei processi decisionali che riguardano lui e la sua salute. Ha voluto farlo in quel comma due dell’articolo 32 della Costituzione, che segue, come è naturale il Comma uno, in cui si afferma che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

La salute di ogni uomo non è solo un diritto individuale, è anche interesse generale e per questo il nostro Sistema Sanitario Nazionale, che è tra i più avanzati al mondo, lo tutela affrontando problemi ad alta complessità sotto il profilo economico, scientifico ed organizzativo. E giustamente tutti ci scandalizziamo e ci ribelliamo davanti alle inefficienze del SSN o peggio ancora davanti agli errori sanitari che a vario titolo vengono commessi ancora con troppa frequenza.

Tutti noi siamo interessati al paradigma della cura e vorremmo che funzionasse nel miglior modo possibile, per assicurare al malato tutte le cure di cui ha bisogno fino al termine della sua vita, garantendogli che non sarà mai abbandonato, anche se la sua famiglia venisse meno o non volesse farsene carico.