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LA REPLICA/ Binetti: l’unico "accanimento" è quello di Rodotà contro la tutela della vita

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Si riaccende il dibattito sul testamento biologico (Imagoeconomica)  Si riaccende il dibattito sul testamento biologico (Imagoeconomica)


In definitiva se è vero che alcuni condividono i dubbi e le perplessità di Rodotà, bisogna riconoscere che sono molti coloro che sono sostanzialmente favorevoli alla legge, proprio per quanto riguarda la tutela della vita e il no chiaro e fermo all’eutanasia; il sì alle cure palliative e il no all’accanimento terapeutico; la necessità di acquisire il consenso informato prima di qualsiasi intervento e il no all’abbandono del malato.

Persone che si aspettano una formulazione della legge in cui il valore della vita si integri con quello della libertà del paziente e del medico; l’autonomia del paziente non si riduca all’indifferenza del medico; il valore delle cure non diventi un inutile accanimento; l’alleanza medico-pazienti non degeneri in una forma di contrattualismo. È un'opinione assai più diffusa di quanto non credono i detrattori delle legge, che tendono troppo spesso a fare di tutta un’erba un fascio, mettendo insieme il giudizio su di una cattiva legge e su dei pessimi legislatori o peggio ancora degli incauti sostenitori, finendo in questo modo col mandare al macero la tanto decantata libertà di autodeterminarsi e di pensare anche in modo alternativo al loro.

Sembra che dietro tante critiche in fondo si celi una sostanziale intenzione manipolatoria per avere una legge a misura della propria libertà, ma non di quella altrui.



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