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FUMO PASSIVO/ Condannate le Poste italiane a risarcire un pensionato operato di tumore alla gola

Le Poste italiane sono state condannate a risarcire un pensionato ammalatosi a causa del fumo passivo dei colleghi.

Foto Ansa Foto Ansa

POSTE ITALIANE CONDANNATE PER FUMO PASSIVO - Le Poste italiane sono state condannate a risarcire un pensionato ammalatosi a causa del fumo passivo dei colleghi.

 

I colleghi, incuranti, continuavano a fumargli accanto. Anni trascorsi a lavorare in queste condizioni, senza una fuga d’aria, le finestre sigillate, lo hanno fatto ammalare gravemente. Un tumore alla gola è stato il risultato dell’onorata carriera alla Poste. Ora, il pensionato di Messina, quantomeno ha ottenuto giustizia. 174 mila e 176 euro: tanto le Poste italiane dovranno versare all’82enne  che si ammalò nel 2000, sei anni dopo essere andato in pensione.

 

«La pericolosità del fumo cosiddetto involontario era ben nota nel nostro Paese all’epoca dei fatti», ha scritto il giudice Beatrice Catarsini nella sentenza, mentre «Poste italiane ha sostenuto nella sua difesa che fino al 1994 non c’era una legislazione specifica sul divieto di fumo nei luoghi di lavoro, il giudice ha invece sottolineato nella sentenza che basta la legge antifumo del 1975 nei luoghi pubblici e l’articolo 2087 del codice civile che impone al datore di lavoro di preservare la salute del lavoratore», ha spiegato il legale del pensionato.

 

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