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LETTERA/ Perché la carità non piace ai "guru" di sinistra?

Pubblicazione:giovedì 24 febbraio 2011

Un assistito in una mensa dei poveri, foto Ansa Un assistito in una mensa dei poveri, foto Ansa

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Marco Lucchini, direttore della Fondazione Banco Alimentare ONLUS in risposta al fondo di Tito Boeri dal titolo "Welfare, l'inganno della carità" pubblicata su Repubblica di ieri.

 

Caro direttore,

 

leggendo ieri mattina su Repubblica l’articolo a firma del professor Tito Boeri dal titolo: ”Welfare: l’inganno della carità”, devo ammettere che, fin dalle prime battute, il suo simpatico cognome non mi ha fatto provare la piacevole sensazione di mordere del buon cioccolato ripieno di liquore con una morbida ciliegia come sorpresa finale, ma piuttosto un morso amaro che frantuma i denti su un nocciolo senza polpa.

 

In particolare mi ha sorpreso il modo sommario con cui ha affrontato il problema, conoscendolo come un illustre studioso di questi temi, quasi non avesse mai avuto a che fare con questo mondo se non attraverso libri, convegni e dibattiti: di qua la teoria, di là il mondo reale. Innanzitutto il dato: 3 milioni di persone povere non ci sono dal 2007 ma sono almeno 18 anni che i rapporti delle varie commissioni sulla povertà fanno emergere più o meno questa cifra.

 

Invece condivido che la Social Card, così come entrò in vigore a fine 2009, mostrò da subito molti più difetti che pregi, proprio perché fu adottato un modello anglosassone senza prima fare una sperimentazione per verificarne l'efficacia nel nostro Paese. Per questo ora mi sembra positiva questa nuova ripartenza. Tra l’altro il metodo della sperimentazione non è nuovo, visto che fu adottato anche dal governo Prodi (giugno 1998) per l’applicazione del Reddito Minimo d'Inserimento (RMI) e i risultati dimostrarono che non era la strada migliore da percorrere, anche se si basava proprio sulla presunta capacità dei comuni di sviluppare quella misura legislativa.

Insomma, non è vero che prima tutto funzionava e che i comuni con l’ISEE sono la via migliore per individuare il bisogno e per darne una soluzione.

 


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COMMENTI
24/02/2011 - Sentirsi bisognosi non è di sinistra. (claudia mazzola)

E' appena stato qui Mario, ha organizzato con l'Happening delle famiglie uno spettacolo "Prima che venga notte" a favore di Avsi, ha consegnato la raccolta. Ottimo! Siamo tutti felici e contenti perchè prima la carità viene a noi, il dopo è una conseguenza dell'accaduto.